Sindaco e prefetto per i pm sono razzisti

Non bastava la sentenza del tribunale che lunedì scorso ha accolto il ricorso dei rom del Triboniano e condannato il Comune ad assegnargli le case popolari, ribaltando la linea scelta da sindaco, prefetto e ministro dell’Interno. Ieri la Procura ha aperto un’inchiesta su «possibili condotte per discriminazione razziale», anche se per il momento non compaiono indagati nè precise ipotesi di reato. Ma tra i primi passi ci sarà «la richiesta di informazioni e documenti alla Casa della carità». E la Lega è sulle barricate. Già mentre infuocava la polemica sugli alloggi Aler dati e poi sottratti alla Casa della carità (motivo del ricorso) Maroni aveva avvertito che in altre realtà a gestire i campi è la Croce Rossa. E ieri il segretario provinciale del Carroccio, Igor Iezzi, è tornato alla carica: «Basta, il sindaco non esiti ancora e “licenzi“ subito don Colmegna. É una vicenda allucinante, ora l’amministrazione rischia di finire indagata per aver difeso i milanesi e a causa di un personaggio che gode di contributi provenienti dallo stesso Comune. Tutta questa vicenda, che sembrava sul punto di risolversi, è riesplosa per l’intervento di don Colmegna che ha spinto i rom a fare ricorso. É davvero troppo». La Moratti è ferma sulla linea del ricorso in Appello. «Stiamo lavorando con la prefettura per verificare come procedere», conferma. Ma anche per assegnare entro la scadenza fissata dal giudice (il 12 gennaio) le case messe nel frattempo a disposizione dai privati fuori dal patrimonio Aler per «disinnescare» gli effetti della sentenza.