«Un sindaco espressione della città»

Daniele Petraroli

È stato il primo a lanciare l’idea delle primarie e il primo a proporsi per correrle. Ma Michele Baldi, consigliere comunale di An, un curriculum politico di tutto rispetto (consigliere Dc in III Circoscrizione tra il 1978 e il 1989 e consigliere capitolino di An dal 1997, eletto con 500 preferenze in più di Berlusconi) non è stato preso seriamente in considerazione. Né dagli alleati, né dai suoi colleghi di partito.
Consigliere, in molti hanno ironizzato sulla sua autocandidatura.
«Nessuno mi farà polemizzare con i miei colleghi. Se c’è qualcosa da chiarire lo faremo a quattr’occhi. Loro, comunque, meritano il massimo rispetto perché sono come me da sempre in trincea a rappresentare un partito e una città intera. E dunque tutti degni di correre».
Però i nomi che sono circolati con maggiore insistenza sono quelli di ministri. Baccini, Alemanno e Storace. Da più parti si richiede una candidatura di primissimo piano.
«Non vorrei polemizzare nemmeno con il governo nazionale però in questi anni non c’è stato un ministro o un sottosegretario che abbia coinvolto il gruppo consiliare di Roma in una sola iniziativa, un progetto o una battaglia. Intendiamoci, i nostri ministri sono bravissimi. A fare i ministri, però, non i candidati sindaco. Amministrare Roma è un’altra cosa. Uno dei sindaci più stimati, a destra come a sinistra, Luigi Petroselli, non una persona di visibilità ma di sostanza».
Ritiene sempre le primarie lo strumento giusto per scegliere l’anti-Veltroni?
«In un momento di grande confusione come questo sarebbero il modo migliore per legittimarlo facendo anche partecipare le persone ora distanti dalla politica. Ci si confronta, si contano i voti e chi ne prende di più corre per la Cdl mentre tutti gli altri si mettono a disposizione».
Quali le caratteristiche che dovrebbe avere il candidato ideale della Cdl?
«Serve una persona che ami Roma più di se stesso e più delle proprie ambizioni personali. Poi avremmo bisogno di qualcuno che abbia amministrato questa città e ne conosca tutte le problematiche. Infine dovrebbe essere credibile anche in ambienti esterni alle solite categorie vicine al potere. Mi riferisco, per esempio, al mondo dello sport».
Quali sono le priorità che affronterebbe da sindaco?
«Abbattere l’Ici sulla prima casa e tagliare tutte le consulenze inutili create dalla giunta Veltroni. Sarebbe un segnale forte per tutto il Paese. In più, da sindaco, firmerei un patto con i cittadini impegnandomi, terminato il mandato, a non fare nient’altro in politica sfruttando la visibilità ottenuta».