Il sindaco di Genova dispensa buonismo pure nei vicoli viziosi

Caro Granzotto, il centro storico genovese è alla frutta, come testimoniano i servizi di tutta la stampa cittadina, ormai da giorni: risse tra extracomunitari, furti, rapine, borseggi, aggressioni. Aspettiamo fiduciosi il prossimo mortammazzato e la prossima stupratina e intanto viviamo barricati in casa dalle 19.30 sino al mattino (inoltrato) successivo. Però, in tutto questo buio di caruggi, una luce finalmente si è accesa: madame la sindachessa, quella Marta Vincenzi che aveva promesso, appena insediata, un consistente aumento di poliziotti e carabinieri, la stessa che ha sdegnosamente rifiutato i militari offerti dal governo, adesso ha avuto il suo lampo di genio e ha esortato i genovesi, ad «adottare un vicolo». Geniale! Eh sì, perché è altamente probabile che nel vicolo adottato abitino un po’ di trafficanti di droga e di pusher marocchini con in casa, oltre alle dosi e ai bilancini, anche robusti e micidiali machete, qualche lenone con la sua corte di prostitute, un po’ di violenti assortiti, molti clandestini, un po’ di alcolizzati e di matti (li imbelinano qui così non danno fastidio alla Genova bene) qualche attivissima famiglia rom dedita alle visite notturne negli appartamenti altrui, diversi latitanti neri e bianchi, un po’ di gentiluomini ai domiciliari, sudamericani assortiti con radio a tutto volume 24 ore su 24, prostitute nere un po’ ribelli prigioniere delle fattucchiere nigeriane, insomma, quel bel mondo variopinto che fa tanto multicult. E, nell’ipotesi che il sottoscritto voglia adottare quel vicolo (ce ne sono per 116 ettari e 40 km) che fa? Si presenta come «padre adottivo mandato dalla sindachessa»?