Il sindaco: «Genova, isola felice». Per i criminali

(...) di misurare già gli effetti virtuosi della vittoria di Berlusconi e del rinnovato impegno del Pdl e della Lega per la tutela della sicurezza. Il discorso è un altro, cioè convincersi finalmente, noi poveri ingenui, della differenza fra «criminalità reale» e «percezione della criminalità». Il distinguo - mica poco! - l’ha fatto ieri il sindaco Marta Vincenzi, con il conforto delle altre amministrazioni locali. Un conto - Vincenzi dixit - è la percezione della criminalità (che ha oggigiorno qualsiasi persona di buon senso), un altro conto è la statistica, secondo cui «gli episodi criminosi in città sono nettamente diminuiti». A riprova, il sindaco cita i risultati che derivano dalla prima applicazione del «Patto per Genova sicura», stipulato un anno fa tra istituzioni e forze dell’ordine e avviato alla fase operativa. Nel frattempo - sottolineano all’unisono l’assessore alla Città sicura, Francesco Scidone, la vicepresidente della Provincia Marina Dondero e l’assessore regionale Claudio Montaldo, sotto gli occhi vigili del prefetto Anna Maria Cancellieri e del questore Salvatore Presenti - godiamoci Genova, isola felice, e l’elenco delle «iniziative progettuali da realizzare con le risorse finanziarie previste dal Patto».
Un Patto che, per non rivelarsi un «Pacco» ai danni dei cittadini, prevede fra l’altro l’installazione di 177 telecamere di sorveglianza di polizia, carabinieri e polizia municipale (30 saranno «mobili», mimetizzabili e riposizionabili nelle varie zone, al centro del progetto Sigma-plus, uno degli otto inseriti nel Patto per la sicurezza). Corriamo verso una sorta di Grande Fratello anticrimine? Neanche per sogno: l’occhio elettronico dovrà servire - spiega Scidone - per affrontare «il problema delle discariche abusive, della sicurezza urbana e stradale, compreso il fenomeno delle corse clandestine». Come dire: altre multe in arrivo per quei malavitosi di automobilisti o motociclisti che invadono le strisce gialle. Non basta: è prevista anche la fondamentale «mappatura georeferenziata del territorio, che dovrebbe segnalare situazioni di criticità, come l’accumulo di siringhe in alcune zone, il verificarsi di danneggiamenti o reati di strada». A tutto questo si aggiunge un piano straordinario di servizi della polizia municipale («dotata di palmari Elsag di altissima tecnologia» ci tiene a far sapere il sindaco) che sarà impegnata in compiti mirati alla verifica dei locali pubblici e dei circoli privati, al controllo dei «bassi» nel centro storico, e al contrasto del commercio abusivo. Infine, l’anno prossimo si presume di iniziare la sperimentazione dei bracciali elettronici («sempre Elsag» conferma Marta Vincenzi), acquistabili a poche (!) centinaia di euro o affittabili con canone da parte di chiunque lo desideri, per mettersi in contatto con le centrali operative dei cantuné genovesi. E i delinquenti che scippano, rapinano, stuprano? Siccome sono «in forte calo», non preoccupano, quindi è superfluo perderci tempo e soldi per individuarli. Evviva Genova, dunque, la città più sicura dell’Universo! Terra esclusa, naturalmente.