Il sindaco guida ubriaco Arrestato, insulta gli agenti

E' accaduto a Giuseppe Berra, primo cittadino di Cardito (Napoli). Fermato dai carabinieri per aver bevuto troppo a Ferragosto. Il politico dell'Udeur reagisce offendendo gli agenti e invocando Mastella

Napoli - Per la serie: "Lei non sa chi sono io". Deve aver tuonato qualcosa del genere Giuseppe Barra, sindaco di Cardito, nel Napoletano, che la sera di ferragosto è stato arrestato e poi rimesso in libertà dai carabinieri di Minturno (Latina). Accusato di aver guidato in stato di ebbrezza e di aver opposto resistenza al pubblico ufficiale, il sindaco napoletano proprio non ne ha voluto sapere di recitare "mea culpa". "È vero ho sbagliato a bere, ma ero lucido e da qui ad essere trattato come un delinquente c’è una bella differenza", ha alla fine ammesso Barra.

Il bicchiere di troppo a pranzo L’esponente dell’Udeur, racconta alla stampa le fasi "tremende" di quanto accaduto. Giorno di ferragosto, pranzo in riva al mare, una bottiglia di vino bevuta ad ora di pranzo, intorno alle ore 14, e poi ritorno a casa, alla guida di una Fiat Panda insieme alla moglie e alla figlia di 18 anni: il tutto con troppo alcol in circolo. Almeno questo ha sentenziato il test dell’etilometro che ha segnalato, secondo quanto racconta il primo cittadino, uno 0,09 in più rispetto al limite massimo. Da qui, aggiunge Barra, "inizia l’incubo".

"Chiuso in cella senza luce e senza acqua" "Mi hanno ammanettato di fronte alla mia famiglia, a mia figlia che urlava dallo spavento. Mi hanno maltrattato, spintonato, sono pieno di lividi e anche un referto di cinque giorni dell’ospedale di Formia. In caserma, a Minturno, mi hanno trattato peggio di un delinquente. Mi hanno rinchiuso nella cella di sicurezza, senza luce, senza acqua". Per quanto riguarda invece l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, appellandosi a Mastella e al suo partito, il sindaco Barra smentisce: "Io ho solo detto che avrei fatto arrivare il caso fino al ministro della Giustizia".

"Voglio giustizia" "È vero, ho bevuto un po' troppo, anche se mi sono messo alla guida un bel po' di ore dopo - ammette - non conosco la legge entrata da poco in vigore, ma mi potevano ritirare la patente non certo trattarmi così, tanto più che non sono io ad aver reagito; sono loro, alcuni carabinieri che ho denunciato, ad avermi offeso". "Ho rifiutato il patteggiamento non a caso - conclude il sindaco - sono stato rimesso in libertà e l’udienza è fissata per settembre. Ma su una cosa sono certo, io su questa storia voglio vederci chiaro e voglio che ci sia giustizia. Lo faccio per tutte le persone che, come me, non sono delinquenti e che sono trattati come tali".