Sindaco indagato per «sequestro»

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Franco Crosiglia

Il sindaco di Rapallo, Ezio Armando Capurro, come Luciano Moggi? Sembrerebbe, visto che il primo cittadino è sotto inchiesta della Procura della Repubblica di Chiavari e rischia il rinvio a giudizio per violenza privata e sequestro di persona aggravato ai danni di un cameraman free lance della Stv. Il fascicolo è nelle mani del pm Luigi Carli che qualche giorno fa ha inviato al sindaco, al vicesindaco Silvano Mele, all'assessore alla Sanità Roberto Zumino, al consigliere comunale Giorgio Costa e al titolare di due gioiellerie nel Tigullio l'avviso di conclusione delle indagini preliminari. I fatti contestati risalgono allo scorso dicembre. Alla pizzeria Sapore di Mare di Lungomare Vittorio Veneto si svolge un incontro del «Circolo delle Libertà 61», associazione politica che sostiene il sindaco (che ne è stato il presidente lasciando poi il posto al cognato Francesco Bozzo). All'incontro è stata invitata la rete televisiva locale Stv per riprendere la riunione e mandarla in onda. Incaricato delle riprese è Claudio Schio, che collabora occasionalmente con la Stv. Durante la riunione, però, scoppiano liti e polemiche. Dopo aver ripetutamente chiesto a Schio di consegnare la cassetta, il gruppo dei presenti invita decisamente il cameraman a sedersi in un angolo. Gli vengono anche sequestrati - questa la versione della «vittima» - la giacca, la telecamera, il cavalletto e il telefono portatile. Solo dopo due ore (all'una e un quarto di mattina), e dopo che il gruppo è riuscito a estrarre la cassetta dalla macchina, il cameraman può allontanarsi. Una sequenza che viene, almeno in parte, confermata dal responsabile della televisione, Davide Riccò: «Quella sera Schio mi telefona alle 11 e un quarto e mi dice che il sindaco e gli altri membri dell'associazione lo hanno sequestrato. Diceva che volevano la cassetta e che lui non poteva dargliela senza il mio permesso. Non solo, siccome la telecamera era nuova di zecca, non sapeva aprire lo sportello. Io non volevo credere alla storia, pensavo a uno scherzo. Poi però mi ha passato al cellulare Bozzo che mi ha spiegato che il sindaco voleva a tutti i costi la cassetta. Alla fine la cassetta è finita nelle loro mani e io non l'ho più rivista».
«È tutta una barzelletta!» esordisce da parte sua il presidente del circolo, Francesco Bozzo, che nega ogni ipotesi di reato. Tanto meno quello di sequestro. «È vero che alla riunione è intervenuto il sindaco. È anche vero che più di una volta si è scaldato usando un linguaggio poco formale nei confronti del vicesindaco e del comandante dei vigili Valerio Patrone. D'altra parte era una riunione privata. Eravamo tra amici. Quando qualcuno, mi sembra Costa, ha fatto notare al sindaco che il cameraman aveva ripreso tutto, Capurro ha voluto la cassetta. Io ho telefonato a Riccò e abbiamo estratto la cassetta che si è portata via il gioielliere Pino Romano per tagliare alcune parti. Tutto si è svolto in pochi minuti e in un clima sereno. Poi siamo andati al tavolo del rinfresco e Schio è stato un'ora al mio fianco a mangiare. Evidentemente Patrone e qualcun altro hanno voluto montare un caso dal nulla». Al magistrato spetta ora il compito di accertare la verità. Ma girano voci su un super testimone, un poliziotto in borghese, che avrebbe assistito alla serata e potrebbe dare una svolta definitiva a tutta la faccenda.