Il sindaco di Loano boccia il patto Biasotti-Formigoni

Li indicano fra i presenti, anzi fra gli iscritti. Ma loro, Angelo Vaccarezza il sindaco di Loano e il suo vice Remo Zaccaria non c’erano e non è vero che fanno parte di Rete Italia, l’associazione politica interna a Forza Italia creata dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni. E avvertono: «Chi dice queste cose, forse vuole crearci difficoltà sul piano politico». Spiega Vaccarezza che la sua assenza alla riunione che, al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, ha sancito la nascita dell’associazione azzurra, non era casuale, ma assolutamente voluta: «Ho evitato apposta di restare al meeting nel pomeriggio incriminato, e ho anche i testimoni: ero a Igea Marina a un incontro con gli onorevoli Sandro Bondi e Mauro Mantovani». C’era anche Zaccaria, perché Vaccarezza aveva un piede rotto e lui gli faceva da autista. Il sindaco spiega così le ragioni del suo dissenso da Rete Italia: «Pur avendo grande stima per Formigoni, ribadisco l’assoluta necessità di impegnare ogni risorsa all’interno di Forza Italia senza creare soggetti paralleli per soddisfare ambizioni personali». Tanto più se di mezzo c’è anche un progetto di accordo a sostegno dell’ex governatore ligure Sandro Biasotti: «Esprimo la più totale diffidenza nei confronti di una manovra che temo più che essere “Per la Liguria” sia “contro Claudio Scajola”, perché credo che Scajola sia l’unico timoniere che abbia le capacità per portarci fuori dalle secche». Ergo: «Non mi presterei mai a un’operazione che assomiglia all’ennesimo tentativo di suicidio politico compiuto nel centrodestra, da cui mi dissocio». Quanto a zaccaria, la fa molto più semplice: «Rete Italia? Ma perché, esiste anche in Liguria?».