Il sindaco: "Marchio d'infamia indelebile"

Erba - Un indelebile marchio di infamia che "molto difficilmente potrà essere cancellato". Così il sindaco di Erba, Enrico Ghioni, definisce il massacro di via Diaz compiuto, per loro stessa ammissione, dai coniugi Olindo Romano e Angela Rosa Bazzi, lui netturbino e lei maniaca per le pulizie. Entrambi questa mattina hanno appuntamento davanti al giudice dell'indagine preliminare di Como, Nicoletta Cremona, chiamata a convalidare il fermo di marito e moglie detenuti nel carcere del Bassone con le accuse di quattro omicidi (tre premeditati), un tentato omicidio, incendio doloso, tentata distruzione di cadavere mediante incendio. Il tutto con le pluriaggravanti dell'aver agito con brutalità, per futili motivi e su persona incapace di difendersi come lo era il piccolo Yuossuf che oggi avrebbe due anni, tre mesi e tre giorni. Ucciso da Angela solo "perchè continuava a piangere e mi faceva venire il mal di testa". "La nostra città - prosegue il sindaco - è sconvolta e particolarmente vicina alle famiglie delle vittime. Deve restare unita per superare questo grave shock". Per questo secondo il sindaco, "è necessaria una profonda riflessione collettiva anche attraverso una serie di incontri pubblici con esperti e psicologi". Il primo cittadino ha confermato che per domani è proclamato il lutto cittadino in occasione dei funerali di Paola Galli, che si terranno nella parrocchia Santa Maria Nascente con inizio alle 10,30. Nel pomeriggio, a Montorfano si terranno le esequie di Valeria Cherubini.