La sindaco Migliore: «Ho sempre ragione io»

(...) Anzi, quasi dello stesso ingegnere che, per trasportare in tutto il mondo la sua tecnologia all'avanguardia e le sue bobine made in Italy, aveva irresponsabilmente chiesto proprio uno spazio a ridosso del porto e non una comodissima area industriale nell'entroterra o sul Monte Fasce.
I finanziamenti per i trasporti sono stati decurtati di 9 milioni di euro soltanto per Amt. Di conseguenza nel 2011, al posto della riduzione di sprechi e privilegi, i genovesi vedranno probabilmente salire il costo del biglietto a 1,50 euro, anche se in altri capoluoghi, del sud e del nord, il prezzo del ticket rimane ancorato a 1 euro. E la colpa, anche in questo caso, è della manovra finanziaria. Le direttive sul federalismo fiscale non vengono attuate: «Se lo fossero state, il Comune avrebbe potuto farsi garante per il sostegno alla popolazione di Sestri». La colpa, stavolta, ci si immagina che possa essere attribuita a Bossi che, in vita sua, ha sempre voluto uno Stato centralista e, insieme al Cav, ha «regalato milioni di euro a Roma e a Milano». E via via così.
Conferenza stampa di fine anno ieri in Comune a Genova. Palazzo Tursi e la giunta Vincenzi risultano i «Migliori». Niente autocritica. Tutto funziona bene e quello che non funziona è colpa del governo. Nessun rimpianto su un progetto, un'idea, una decisione. «No: noi annunciamo ciò che è stato fatto, che vogliamo fare e che non potremo fare a causa dei tagli della manovra finanziaria».
La maggioranza in sala rossa regge. Anzi, va a «gonfie vele». Le delibere vengono votate anche dall'opposizione e passano lisce come l'olio al vaglio del consiglio: «Al dis-governo del paese della destra contrapponiamo il Governo del territorio di questa amministrazione, fatto di azioni concrete». L'assessore Senesi, Pdci, rimarrà al suo posto nonostante la crisi a sinistra, scaturita dalla «cacciata» dell'assessore Devoto in Provincia per l'allargamento all'Udc. «Governeremo fino al 2012 senza difficoltà» dice la sindaco, che, a proposito di una sua ricandidatura, annuncia: «Starà al partito decidere se, quando e come annunciare una mia eventuale discesa in campo. Lo saprete ufficialmente nel 2011». Quando si esprime preoccupazione per le violenze registrate nei giorni scorsi in centro, con teppisti dei centri sociali o anarchici che hanno fatto rivivere attimi di terrore come durante il G8, Marta Vincenzi non ha dubbi. La «Migliore» assolve tout court i bravi ragazzi dei centri sociali. E la spara grossa: «Lo dite voi che a spaccare vetrine e a scontrarsi con le forze dell'ordine erano i giovani dei centri di aggregazione sociale. Molti di loro possono essere stati infiltrati degli ultras. Insomma, tifosi violenti da stadio».
Roba da Digos. «Tutta la sala rossa e la giunta prendono le distanze da ogni violenza. Non ci sono confronti né con il '68, né con il '77. Le nostre politiche sono di ascolto ai giovani. Nel 2011 lavoreremo perché le occupazioni negli edifici genovesi non siano più abusive e perché in città vi siano luoghi di aggregazione sociale in cui i giovani possano sviluppare le loro idee».
Che i tifosi violenti di Samp e Genoa s'interessassero della legge Gelmini sull'Università francamente è nuova. Che nel corteo dei teppisti dell'altra settimana ci fossero bandiere blucerchiate o rossoblù al posto di quelle rosse con la falce e il martello, è falso. Che il raduno di partenza della manifestazione fosse stato organizzato da una «chiamata» del centro «Aut Aut» è un fatto. Che i tifosi violenti pensino più a confezionare palloncini di vernice rossa da lanciare contro la sede della Lega Nord, piuttosto che ai polpacci di Pazzini o di Toni, lascia perplessi. Che quei «bravi ragazzi» della Sud e della Nord sfascino le vetrine dell'atrio del Secolo XIX, intimidiscano il personale e tentino di fare irruzione in redazione, francamente è poco credibile. Che gli stessi tifosi esagitati, col volto coperto dalle kefiah e dal casco, armati di bastoni e spranghe, terrorizzino bambini e vecchiette al mercatino di Natale in piazza Piaccapietra e in galleria Mazzini, è impensabile. Che poi sfascino pure le vetrine del sindacato Cisl pure. Ma che alla fine imbrattino pure Palazzo Tursi con la scritta: «Vincenzi crepa» a questo punto diventa roba marziana. Da Pianeta Rosso. Appunto.