Sindaco di Milano, Margherita alla deriva

Primarie, deriva a destra del partito, autocandidature a sindaco di Milano. Non si placano le polemiche all’interno della Margherita. Questa volta è un’iniziativa di Franco Monaco (vicepresidente dei deputati della Margherita) e Pierluigi Mantini (rappresentante alla Camera dello stesso schieramento) a far infuriare i milanesi del partito.
La presentazione dei «Comitati per Prodi Presidente» è stata l’occasione per criticare quella che viene definita come «campagna acquisti del ceto politico» e ribadire la preoccupazione per una tendenziale sbandatura a destra. «La Margherita non è più il centro del centrosinistra», accusa Monaco. Una situazione che non convince la componente ulivista: una minoranza del 25 per cento che si candida a diventare corrente di maggioranza.
La sortita non è piaciuta al presidente del consiglio provinciale di Milano e dirigente regionale della Margherita, Vincenzo Ortolina. «Basta con questa favola del partito che guarda a destra», dice. Ma i problemi non finiscono qui. Se sulla necessità a far ricorso alle primarie per le prossime elezioni politiche sembrano non esserci più dubbi, qualche perplessità emerge quando si accenna al Comune di Milano. «Niente primarie se riusciamo a trovare un candidato che metta tutti d’accordo», dice Monaco. «Le primarie non sono un dogma e si devono valutare nella situazione specifica», continua Mantini. Ma intanto il candidato ancora non c’è. E sui nomi circolati fino a questo momento (Umberto Veronesi, Ferruccio De Bortoli su tutti) il consenso non è unanime. «Penso che sia sbagliato scegliere nella società civile - sostiene Marco Formentini -. Meglio proporre una personalità politica che abbia già mostrato il suo valore».
Fra tanti dubbi c’è spazio per qualche iniziativa personale. Come quella di Roberto Caputo, ex Forza Italia recentemente passato alla Margherita, che si propone nel ruolo di primo cittadino. «È una battuta? Io non se so niente». Raggiunto al telefono, il segretario cittadino della Margherita Nando Dalla Chiesa resta senza parole. Due ore più tardi, dopo aver evidentemente avuto conferma della novità, spiega: «Si tratta di una decisione presa a titolo personale. Nel caso ci fossero le primarie, Caputo correrebbe sostenuto da un gruppo di amici».
Gli unici ad avere le idee chiare sembrano gli elettori milanesi del centrosinistra. Quattromila di loro hanno già indicato il candidato ideale per le comunali del prossimo anno sul sito www.cambiamilano.it. In testa Pier Luigi Bersani con 362 voti, seguito da Umberto Veronesi (264), Carlo Monguzzi (198) e Gad Lerner (198).