Sindaco, la Moratti corre con la sua lista

La possibilità non venne concessa a Formigoni per le regionali: ma allora si trattava di un progetto a lunga gittata, stavolta è solo legato alle elezioni

Letizia Moratti, l’ormai candidato sindaco del centrodestra nella corsa a Palazzo Marino, sarà appoggiata da una sua lista personale. E in più tutti i partiti della coalizione avranno nel simbolo la dicitura «per Moratti». Forza Italia per Moratti, Alleanza nazionale per Moratti, Lega Nord per Moratti e così via. A un patto, però. Come esplicitamente chiesto dal premier Silvio Berlusconi, del nuovo cartello non dovrà far parte nessun iscritto a Fi. Chi volesse saltar la staccionata è libero di farlo, ma dovrà stracciare la tessera. Tutto quello che alle ultime elezioni regionali non era stato concesso all’allora candidato governatore Roberto Formigoni, l’ha avuto la Moratti. Anche se la situazione è molto diversa. Lì si trattava di un progetto politico ad ampia gittata volto a coinvolgere in un progetto a lungo termine riformisti e settori della società civile, qui si tratta di un’operazione strettamente legata a una precisa scadenza elettorale e destinata a concludersi con essa. Sarà anche per questo che Formigoni non ha avuto nulla da obiettare al diverso trattamento riservato da Berlusconi alla ministra. «Fi perderà magari uno o due punti - spiega un dirigente in viale Monza -, ma l’importante è che la somma della coalizione cresca».
Dopo il vertice di Arcore sono dunque cominciate le grandi manovre per fronteggiare l’assalto al palazzo tentato dal centrosinistra con l’ariete Bruno Ferrante, l’ex prefetto che ieri ha scelto il manifesto per la sua prima uscita pubblica. «Ferrante? È un candidato come gli altri. Bene, cominciamo, nessun problema», avrebbe detto la Moratti durante l’incontro con Berlusconi, Sandro Bondi e i coordinatori locali un po’ timorosi dopo la discesa in campo del temuto antagonista. Parole che hanno fugato gli ormai pochi dubbi rimasti e lasciato spazio solo all’annuncio ufficiale. Per il quale si aspetterà Sant’Ambrogio o forse il 12 dicembre, giornata dedicata da Berlusconi all’inizio della campagna elettorale a Milano.
Lista Moratti, dunque, con nomi di personalità milanesi legate alla famiglia. E in grado di convincere quel 25 per cento di indecisi fotografati da un recente sondaggio. Volontariato, solidarietà, università, associazioni, impresa, forse anche uno sportivo. Tutta gente in grado di raccogliere consensi intorno a un candidato che continua a definirsi un «tecnico e non un politico». Passaggio che ha già fatto scattare in qualcuno l’idea di rilanciare. «Se la Moratti è un tecnico - azzarda un colonnello di Fi -, allora non è in quota nostra. E, dato che il vicesindaco è stato per nove anni di An, ora potrebbe toccare a noi». Una mossa strategica che sarebbe ben vista anche da una fetta di mondo radicale, liberale, riformista forse anche cattolico, socialista o ex socialista che, soprattutto nell’ultimo periodo della gestione Albertini, si è parecchio allontanata dalla Cdl. E, infatti, in questi giorni c’è già chi ha tentato di ricontattare Salvatore Carrubba, l’ex assessore alla Cultura fiore all’occhiello della giunta che ha bruscamente lasciato il suo posto a Palazzo Marino. La risposta, preludio a una possibile inversione di rotta, è subito arrivata. «Entrambi ottimi candidati», dice Carrubba di Ferrante e Moratti. «Ma tutto dipenderà dal programma che avranno e dalla squadra che intenderanno mettere in campo», precisa il fondatore con Carlo Fontana e Adriano De Maio dell’associazione «Mi06». «Sono due persone autorevoli, capaci e valide, ciascuno a suo modo, ma non è indifferente sapere quale sarà il loro programma e chi metteranno in squadra: il vicesindaco della Moratti sarà La Russa, Lupi o Casero? Quello di Ferrante sarà di Rifondazione, dei Ds o della Margherita? Non ci si può schierare senza sapere queste cose».