Il sindaco nel mirino: "Io non ho paura"

Assegnata una protezione al primo cittadino che minimizza: "Persistono radici estremiste ma la mia vita continua come prima"

da Padova

«Sono sotto scorta, ma non ho paura, mi sento tranquillo e continuerò a fare la vita di sempre». Così il sindaco di Padova, il diessino Flavio Zanonato, reagisce alla notizia di essere nel mirino del terrorismo rosso. Prefettura e questura hanno deciso di rafforzare le misure di protezione e gli hanno messo alle calcagna alcuni agenti della Digos. «Se avrò voglia di andare al cinema, andrò al cinema - ha aggiunto alzando le spalle - come mi muoverò in bicicletta o in vespa come ho sempre fatto». «Il questore ha deciso che c’erano dei rischi per la mia persona, io non sono in grado di valutare questi rischi - ha proseguito il sindaco - mi sento tranquillo, soprattutto perché siamo in una città dove grazie all’efficienza della polizia, fenomeni potenzialmente pericolosi come la nascita di nuclei terroristici vengono stroncati sul nascere, prima che diventino pericolosi». Circa gli arresti, Zanonato ha rilevato che «in alcuni ambienti esiste una radice profonda e sbagliata che vede nel terrorismo un veicolo per conseguire risultati per i lavoratori. Il terrorismo ai lavoratori ha sempre comportato sconfitte, e tragedie per il Paese».
Flavio Zanonato, proveniente da una famiglia operaia di ispirazione cattolica, è stato consigliere comunale e segretario provinciale del vecchio Pci. Fassiniano doc, a Botteghe Oscure ha ricoperto la carica di direttore del settore immigrazione ed emigrazione. Nel 1993 il primo mandato da sindaco. Rieletto due anni dopo, ha poi perso il ballottaggio nel 1999, battuto da Giustina Mistrello Destro.
Il 13 giugno 2004 il confronto elettorale si è ripetuto e questa volta per lui c’è stata la rivincita: è stato eletto primo cittadino con il 51,3% delle preferenze.