LA SINDACO NON HA PROBLEMI DI MASSA

Marta Vincenzi sdraiata sotto l’ombrellone, riceve una telefonata: «C’è un problema, la sua elezione potrebbe essere cancellata». Fantapolitica? Sì, adesso. Ma fantapolitica per colpa di chi? Oggi la sindaco si gode le ferie e magari è appena incuriosita dalla notizia che il voto amministrativo è sotto sequestro. Quattrocento schede da ricontare. Roba che sì e no cambia il nome di un consigliere del Municipio Medio Levante. Figurarsi, guerra tra «poveri» nel centrodestra. Lei non si fa problemi di...Massa.
Epperò forse avrebbe avuto un altro atteggiamento se le schede poste sotto sequestro dalla procura fossero state 523mila e rotte. Se il Tar avesse ordinato di ricontare i voti, uno per uno, di tutti i seggi di Genova. E la procura lo avrebbe fatto, il Tar lo avrebbe fatto, se magari qualcuno avesse messo in dubbio l’esito complessivo del voto, con un esposto come quello dell’avvocato (e candidato consigliere) Francesco Massa. Quei tremila voti che avevano consentito alla Vincenzi di evitare il ballottaggio sarebbero ben poca cosa di fronte a una ricontrollatina data in quell’universo di numeri e voti in libertà che è stato lo scrutinio delle ultime amministrative genovesi. Non lo dice il Giornale, o meglio, il Giornale lo ha detto per primo e magari fino alla nausea. (...)
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