Sindaco, ogni giorno spunta un candidato democristiano

Il movimento di Rotondi lancia l’architetto Casareto per il Comune. Oggi il nome di «Italia di mezzo»

«La Casa delle libertà va bene, ma noi corriamo da soli»: è questo, in estrema sintesi, il concetto che sta alla base della scelta fatta per le amministrative genovesi dalla Democrazia cristiana-Per le autonomie, il movimento che si ispira a livello nazionale al senatore Gianfranco Rotondi. La conseguenza è immediata: l’architetto Alessandro Casareto, leader del partito a Genova, scende in campo come candidato sindaco. L’annuncio è arrivato ieri, sotto forma di comunicato ufficiale, un po’ a sorpresa dopo che nelle ultime settimane si erano rincorse le voci in parallelo agli incontri fra le delegazioni dei partiti della Cdl e la Dc di Rotondi. E invece «la segreteria regionale della Democrazia cristiana-Per le autonomie - spiega la nota firmata dal commissario regionale Gianni Rodà -, preso atto della mancata convergenza di linea politica e di programma con i partiti della Casa delle libertà, in accordo con la segreteria nazionale, ha deliberato all’unanimità di partecipare alle prossime elezioni comunali e provinciali di Genova presentando propri candidati». Per il Comune «il candidato sindaco sarà Casareto», mentre per la Provincia «il partito sta valutando una rosa».
Via libera, pertanto, all’architetto, molto noto in città (e non solo) per la lunga attività professionale che lo ha visto protagonista di numerosi progetti e prese di posizione in ambito urbanistico. Suoi, fra l’altro, gli studi per la realizzazione di importanti opere di trasformazione nell’ambito del porto e della Fiera. Nel 2001, Casareto aveva anche ipotizzato il trasferimento, avvenuto pochi anni dopo, della sede della Regione Liguria nel palazzo della Fondiaria a De Ferrari. Ma l’architetto intanto aveva realizzato uno studio per un ardito ponte di collegamento fra levante e ponente della città, in alternativa al tunnel sottomarino, anche per evitare il (praticamente insolubile) problema di lungo blocco delle attività portuali che comporterebbe la posa sul fondo di una galleria a due sensi di marcia e di oltre un chilometro di lunghezza. Casareto è inoltre intervenuto, in modo critico ma sempre costruttivo, sulle principali scelte urbanistiche dell’amministrazione cittadina, in particolare su Ponte Parodi, il piano traffico, la Bolla di Renzo Piano al Porto antico - «è assolutamente estranea alle tradizioni marinare e portuali genovesi» - e piazza Piccapietra (di cui ha definito una completa ristrutturazione ai fini di realizzare «l’anello di un sistema pedonale che comprende Galleria Mazzini, via XII Ottobre e largo Fucine»). Casareto, infine, anche nella veste di presidente dell’Associazione A Compagna, si è dedicato a numerose iniziative di promozione delle tradizioni e della cultura ligure.
Per un candidato che si aggiunge alla lista degli aspiranti alla successione di Giuseppe Pericu, un altro è prossimo a materializzarsi: è quello di «Italia di mezzo» che verrà reso noto oggi dal senatore Marco Follini e dal consigliere regionale Fabio Broglia nel corso di un incontro all’Hotel Bristol. Anche in questo caso si sono rincorse le voci relative a una personalità del mondo imprenditoriale genovese - Garrone, Malacalza, Gattorno -, ma il partito ha mantenuto uno stretto riserbo sul prescelto. Da registrare, infine, sempre nell’ambito del «centro» politico la presa di posizione dell’onorevole Egidio Pedrini, Italia dei valori, anche nella qualità di presidente di «Democrazia e Partecipazione», movimento d'opinione trasversale. Facendo riferimento all’evolversi della situazione politica nazionale e locale, Pedrini considera «la ricomposizione di un centro politico, capace di rompere l'attuale schema bipolare. In questo senso - dichiara il deputato - guardo con interesse al lavoro che sta compiendo Angelo Sandri, segretario della Democrazia Cristiana, assieme alle altre forze politiche di centro e di derivazione democristiana che già hanno aderito alla Federazione dei Democristiani e di Centro sorta a fine novembre 2006». Pedrini sottolinea anche come sia necessario per il Paese un sistema elettorale proporzionale con preferenze, il cui eventuale sbarramento serva a facilitare le aggregazioni, ma non sia assolutamente motivo di esclusione di quelle forze politiche, considerate minori, che sono essenziali alla costituzione di una democrazia compiuta e partecipata.