La sindaco «paga» la targa all’eroe

Non è vero niente. Anzi, sì. La sindaco legge e vede in tv (con tre mesi di ritardo rispetto alla prima segnalazione del Giornale datata 28 ottobre con titolo in prima pagina dell’edizione di Genova e intervento sdegnato di Luciano Violante) la storia della targa fatta pagare a Bruna Volpi, vedova del brigadiere Ruggero Volpi ucciso nel 1997 da un commando che intendeva liberare un detenuto. Una targa che la famiglia dell’eroe ha fortissimamente voluto e ottenuto. Ma una targa che, secondo la documentazione ricevuta dalla vedova, avrebbe dovuto pagare la stessa donna.
Ieri in tarda serata Marta Vincenzi ha fatto sapere che le «corre l’obbligo di smentire l’invio da parte del Comune alla famiglia Volpi di qualsiasi fattura o nota spese riferite all’installazione e alla cerimonia». In effetti però il Comune qualcosa del genere lo ha fatto. E la sindaco è costretta ad ammetterlo. «Si è inserita una vischiosità burocratica tipicamente italiana - spiega Vincenzi -. L’ufficio ha inviato ai familiari del brigadiere Volpi i documenti standard necessari per procedere alla deposizione della targa, senza curarsi di eliminare la voce riferita alle eventuali spese da sostenere». Appunto.
Questo dovrebbe significare che il Comune farà marcia indietro. «L’assessore Paolo Veardo è intervenuto personalmente per correggere l’errore degli uffici con la famiglia - aggiunge la sindaco - per ribadire la volontà dell’amministrazione di farsi carico degli oneri». Se la sindaco e l’assessore l’avessero fatto più di due mesi fa leggendo il Giornale e le parole del loro autorevole compagno Luciano Violante, avrebbero anche evitato la brutta figura sulla «vischiosità tipicamente italiana» dimostrata dalla loro amministrazione.