Il sindaco di Portofino e l’Acquario delle libertà

(...) che aveva osato contendergli un pezzo di pane. «Il polpo era uscito dall’acqua per mangiare il pane che gli avevamo tirato - spiega il sindaco, noto a tutti nel borgo col soprannome di “Tigre” -. Il gabbiamo ha provato a portarglielo via e il polpo lo ha afferrato per le zampe. Ronaldo niente, continuava a beccare, fino a quando Gelsomino gli ha afferrato anche le ali e ha iniziato a tirarlo sotto. Il gabbiano si vedeva già spacciato. Io, il mio amico Raffaele, e altri pescatori abbiamo faticato a liberarlo».
L’insolito soccorso portato dal sindaco in persona non è una novità per Portofino, dove Devoto ha voluto creare una piccola e felice oasi di animali. Papere, anatre, gabbiani e pesciolini allevati dal primo cittadino in persona che non solo nutre, ma «battezza» dando a ciascuno un nome proprio, lasciandoli liberi di entrare e uscore dall’oasi (segnalata con tanto di cartellini) quando vogliono. Da qualche tempo però la quiete di questo angolo di paradiso era stata turbata proprio dai raptus famelici del polpo Gelsomino che ha grosse dimensioni e pesa oltre un chilo. Giusto una decina di giorni fa, l'animale si è spinto sugli scogli a fior d'acqua fino a riva e dopo aver catturato una paperella si è inabissato di nuovo in mare con la sua preda, uccidendola. «Quella volta non siamo riuscita a fare niente per lei - si rammarica il sindaco -. Si vede che il polpo ha visto la parte bianca del ventre e l’ha subito catturata». Giorgio Devoto però è sempre pronto a perdonare il polpo. «È la natura», lo giustifica.