Il sindaco di quartiere

Il Signor Sindaco, così Letizia Moratti preferisce essere chiamata, ha promesso che tratterà i milanesi come una famiglia. Che non passerà le sue giornate chiusa nella torre d'avorio di Palazzo Marino, sommersa dalle scartoffie e contesa tra vertici e riunioni. Certo anche quello ci vuole per mandare avanti la macchina del Comune, ma il sindaco ha detto che starà in mezzo alla gente per capire i problemi della sua Milano e meglio interpretare i desideri dei cittadini. L'idea ci piace molto, anzi rilanciamo. Non potrebbe essere interessante un ufficio itinerante del sindaco? Una sorta di caravan municipale che giri per la città e porti il Comune nei quartieri: un mese sui Navigli, quello successivo in piazzale Loreto, al Corvetto e così via. Letizia Moratti non si limiterebbe a stare in mezzo alla gente, ma si impegnerebbe a viverci, a respirare l'aria (e lo smog) di una zona, a combattere contro le zanzare che si preparano a piombare su Milano. Vedere con i propri occhi non è la stessa cosa che farsi raccontare, anche se da testimoni diretti, quello che accade nella Chinatown di via Sarpi o nel ghetto di viale Forlanini. Lo stesso vale per il centro, Quarto Oggiaro o la Comasina. Il futuro della Grande Milano potrà essere costruito solo stando tra la gente che lavora, tra i giovani, tra gli anziani. Per capire come cambia la città. E per gestire il processo d’integrazione dei sempre più numerosi immigrati che sono al tempo stesso una risorsa e un problema per Milano. Insomma, quello che proponiamo è un sindaco porta a porta. Un Signor Sindaco a domicilio, pronto ad accogliere il miglior suggerimento del vicino di casa. Così l'amministrazione comunale potrà davvero rendersi conto di quanto certi problemi, tanto lontani e irreali quando letti sulle pagine dei giornali, sono concreti e, in alcuni casi, drammatici. «Trattieniti - scrive Seneca - con chi ti renderà migliore»: noi siamo sicuri che questa massima vale anche per il Signor Sindaco se vorrà trattenersi con i milanesi.
Non è sociologia spiccia, la nostra è solo un'idea senza pretese, giudicherà Letizia Moratti se buona o meno. Una promessa la facciamo anche noi: il Giornale le sarà accanto, la seguirà passo dopo passo e racconterà tutto ai suoi lettori.