Il sindaco ringrazia i writer buoni a Palazzo Marino

Imbrattare un muro è ben diverso dal dipingerlo. Il sindaco Giuliano Pisapia prova a smarcarsi dalle critiche di chi, soprattutto all’opposizione, non ha digerito il cambio di rotta nei confronti della Street art. La passata amministrazione ne aveva fatto uno degli impegni clou, firmando ordinanze ad hoc, istituendo una task force per cogliere in flagrante i vandali e costringerli a ripulire i muri e i monumenri imbrattati. «Anch’io - replica il sindaco - condanno chi riempie tram e pareti di immobili di scritte ingiuriose e schizzi che rovinano la città, ma altra cosa è quella che stiamo facendo oggi (ieri. ndr.) e che vorremmo si estendesse a tutta la città». Si riferisce all’evento organizzato a Palazzo Marino ieri, e che ha scatenato le contestazioni del Pdl. Sei artisti hanno dipinto in Sala Alessi con colori acrilici ad acqua la struttura che era stata costruita per l’allestimento dell’esposizione delle opere di Georges de La Tour, la tradizionale mostra organizzata da Eni in collaborazione con Comune e il museo del Louvre di Parigi. Pisapia è sceso a salutarli e ha sottolineato l’importanza di «avere luoghi belli fatti da giovani e meno giovani che amano la pittura, ci sono città intere abbellite da chi è capace di disegnare e fare una scritta bella, non qualcosa che rovina e imbratta. Sono due concetti diversi e noi sappiamo distinguere. Chi mette tutto sullo stesso piano sbaglia».