Il «sindaco rosso» saluterà il Grifone con l’inno del Che

Il sindaco rosso di Sesto San Giovanni, la «Stalingrado d’Italia», promette di accogliere i tifosi rossoblù al canto di «Comandante Che Guevara», ma l’opposizione - che lo prende sul serio - insorge e invoca i fulmini delle istituzioni. La querelle esplode a seguito dell’iniziativa di Giorgio Oldrini, primo cittadino di Sesto e autore di una lettera aperta pubblicata sul quotidiano Il Giorno, in cui si dichiara senza mezzi termini: «Quando il Genoa, il 23 ottobre prossimo, verrà a giocare con la Pro Sesto, neopromossa in C1, daremo il benvenuto con l’inno del Che». L’intenzione ha mandato su tutte le furie l'europarlamentare e consigliere comunale della cittadina in provincia di Milano, Romano La Russa (An). Il quale si è augurato che «il Ministro degli Interni, il Prefetto, la Giunta e il Consiglio Comunale ma soprattutto i cittadini di Sesto censurino un atteggiamento simile». «Ho visto in televisione - scrive fra l’altro Oldrini - che i tifosi rossoblu inalberano l'immagine di Guevara. Di foto e bandiere del Che ne abbiamo molte anche a Sesto, senza contare che per il mio passato da corrispondente dell'Unità a L'Avana mi chiamano “il sindaco cubano“. Da qui, l’idea dell’accoglienza». «Accogliere chi? - replica La Russa - Né io, né moltissimi altri sestesi e tifosi della Pro Sesto, ci saremo». La controreplica di Oldrini - anche per la sconfitta della Pro Sesto alla prima di campionato - è gelida: «A La Russa manca il senso dell'umorismo: la mia era solo una battuta. Certo che La Russa non accoglierà i tifosi. Nessuno l’ha mai visto allo stadio, e quasi nessuno in consiglio comunale: in tre anni, sarà venuto in aula un paio di volte».