Il sindaco senza opposizione non piace più ai suoi elettori

Viaggio a Montoggio, il paesino dove tutti i consiglieri di minoranza hanno dato le dimissioni

Paolo Bertuccio

Se in Municipio regna il caos, fuori dalle mura del palazzone la vita continua a scorrere tranquilla. Eppure la notizia è abbastanza fresca, per i ritmi di un paese appenninico di duemila anime: pochi giorni fa il Comune di Montoggio è rimasto senza opposizione. I quattro rappresentanti delle due liste di minoranza, una civica e l'altra espressamente di centro-destra, hanno rassegnato in blocco le dimissioni nel corso di un'infuocata seduta del consiglio comunale, in aperta polemica con il sindaco ulivista Valter Raineri accusato di aver diffamato pesantemente proprio un consigliere della parte avversa, Sergio Rossi. Una vicenda che, a quanto si dice, è un mezzo miracolo se non è ancora finita davanti ad un giudice, visto che il casus belli è una lettera ufficiale in cui il primo cittadino descrive Rossi come uno che «sfrutta amicizie con funzionari pubblici per portare avanti iniziative imbarazzanti o inopportune». Lettera che è arrivata sulle scrivanie di cinque o sei sindaci della zona e su quella di Marco Bagnasco, presidente della Comunità Montana dell'Alta Valle Scrivia, colui che, senza volerlo, ha dato vita al battibecco chiedendo per iscritto a Raineri un'opinione sull'opportunità di affidare a Rossi, in seno alla Comunità, l'assessorato al Turismo.
A nulla sono valse le richieste di scuse da parte del consigliere: «Abbiamo formalmente richiesto - racconta lo stesso Rossi - una seduta straordinaria del consiglio comunale, per chiedere spiegazioni. Il sindaco, però, si è trincerato dietro al fatto che, secondo lui, non si trattava di un attacco personale, bensì politico». Un muro contro muro, insomma, che è sfociato nel patatrac di mercoledì sera, quando l'opposizione ha consegnato le dimissioni nelle mani degli allibiti consiglieri di maggioranza.
Fin qui i fatti. Fatti che, se da una parte hanno provocato un autentico terremoto amministrativo, dall'altra non sembrano affatto intaccare la tranquillità della popolazione: «Ah, si sono dimessi? Non sapevo niente» o addirittura un secco «Non seguo la politica». Queste le risposte che si ascoltano per le stradine di Montoggio. Non c'è edicola, non c'è bar che tenga. Tutti cadono dalle nuvole. C'è anche da dire che in questo periodo dell'anno il paese è invaso da numerosi villeggianti genovesi, i quali, se possibile, sono ancor meno informati (e, soprattutto, interessati). «Sì, oggi sul giornale ho letto di quel che è successo in Comune, ma non ho approfondito». Il titolare del bar sulla piazza, colui che, in questi casi, ha sempre il polso della situazione, è desolato e non può essere di nessun aiuto: «Non so proprio cosa dire. Pensi che non ho neanche la residenza a Montoggio, quindi di politica locale ne so ben poco. Oltretutto nel mio bar oggi non ho sentito dire una parola sulla questione». Ma, si sa, oltra che di caffè i baristi sono prodighi di buoni consigli: «Provi dalla fruttivendola qui di fronte, che è una che di queste cose se ne intende: suo marito è stato sindaco». Effettivamente la besagnina, anche se non è perfettamente al corrente dei recenti sviluppi della querelle, è ben disposta ad affrontare l'argomento, a differenza di molti compaesani: «Si sono dimessi? Hanno fatto bene. Guardi, io le posso dire che il mio voto, a questa giunta, non l'ho dato. Il modo di lavorare di questo sindaco non mi piace» e cita alcuni lavori stradali che attendono di essere iniziati, concludendo che «invece di costruire parcheggi, usa quei pochi che ci sono già per organizzare delle feste». Ma intanto l'Amministrazione comunale resta in impasse, il che è obiettivamente un danno per il Comune. «È lo stesso - afferma un cliente del negozio -. Tanto erano nove contro quattro. Che opposizione potevano fare?».
No, i relativamente pochi cittadini che si interessano anche solo vagamente alla questione sembrano solidali con Sergio Rossi. «Una persona squisita», secondo la signora Norma, che dal bancone del suo negozio di agraria lo difende: «Non so perché il sindaco abbia detto quelle cose su di lui. Lo dipinge come un corrotto, ma non è assolutamente vero». Qualcuno rincara la dose: «Io se fossi stato in Sergio, l'avrei portato in tribunale. Invece è stato un vero signore».
Montoggio, dunque, rimane sempre l'incantevole meta turistica di chi vuole scappare per qualche settimana dallo stress e dalle tensioni della città. È evidente che, per molti, non è il caso di rovinare l'idilliaca atmosfera rodendosi il fegato per quel che succede in quel palazzo poco più in su, oltre il ponte. Resta il fatto che la gatta da pelare, per l'Amministrazione, è grossa. Ci saranno da riempire quattro sedie vuote: verranno contattati tutti i candidati delle liste d'opposizione non eletti, ma, confida Rossi sibillino, «non è affatto detto che accettino».