Sindaco, a sinistra spunta il candidato fai-da-te

I cacciatori di voti sfidano anche Atomo Tinelli per arrivare alle spalle del diessino Bersani, sempre in testa

Gianandrea Zagato

Basta un clic e inizia l’avventura delle primarie. Un tocco di mouse e il centrosinistra già sogna l’assalto a Palazzo Marino. Presa di una Bastiglia immaginaria condita da bandiere rosse, «Bella ciao» e gnocco fritto che, colesterolo escluso, è sempre caro all’iconografia degli ex comunisti. Quelli fedeli al segretario Piero Fassino e al suo monito, «non si può governare il Paese se non si governa Milano».
Leit motiv che sul sito internet www.cambiamilano.org è spartito da qualcosa come ottantanove-aspiranti sindaci-ottantanove. Pattuglione che trova consensi «tutti autentici e controllati perché è necessario abbinare il voto a una mail e, quindi, bisogna registrarsi» avverte Alberto Biraghi, coordinatore del sito. Come dire: giochino sì ma «certificato» via web nella speranza che arrivino anche le primarie vere, magari più prima che poi. Attesa testimoniata dai cinquemila e passa voti fioccati online nel giro di qualche settimana. Segnali concreti pure di quel malessere della sinistra milanese a caccia di un inquilino per le Comunali 2006, che cerca la soluzione dalla «a» del sindacalista Marietto Abiezzi alla «v» dell’economista Marco Vitale passando attraverso tutto e il contrario di tutto, dal girotondino Roberto Mapelli di Attac Italia al pacifista doc Gino Strada fino al giornalista Gad Lerner. Primarie da salotto per una sinistra che, parola di Lerner, deve trovare un candidato «con le tre esse»: «Sincretico, strabico e schizofrenico». Quid intraducibile con nome e cognome se non con quello di Atlas Ufo Robot che, purtroppo per loro, non esiste.
Avanti quindi semisconosciuti protagonisti di quel parterre dell’Unione. Come l’ex consigliere di zona Michele Sacerdoti: è lui, classe 1950, architetto che dà una lezione all’ex segretario della Camera del Lavoro Antonio Panzeri, all’ex magistrato Gerardo D’Ambrosio e al giornalista Alessandro Robecchi. Ma anche alla pm Ilda Boccassini, il segretario del Prc Gianni Confalonieri e l’europarlamentare Patrizia Toia. «Incasso il tre virgola tre per cento: è un risultato che davvero non m’aspettavo» chiosa l’outsider Sacerdoti che presenta un programma elettorale dove garantisce il pedaggio per le auto che entrano in città e la ricostruzione del sistema dei Navigli che Benito Mussolini volle trasformare in strade.
Proposte lanciate facendo propri quei suggerimenti offerti da Lerner al centrosinistra per le Comunali del 2006: primo, «non si conquista» ma «si converte Milano»; secondo, i consensi «si raccolgono nelle periferie e non nei salotti» e, terzo, atteggiamenti «preventivamente vendicativi» sui vinti sono un errore. «Consigli corretti» osserva Sacerdoti che continua la scalata per la conquista di Palazzo Marino distribuendo biglietti da visita che invitano «a indicarmi come candidato sindaco del centrosinistra».
Cacciatore di voti per superare Ottavia Piccolo, Atomo Tinelli e altri leoncavallini in servizio permanente effettivo e, quindi, arrivare alle spalle dell’ex ministro diesse Pierluigi Bersani che guida la classifica con l’otto e rotti per cento. Slancio di consensi sprecati: «Difficilmente occuperà la poltrona di Albertini. Se vinciamo le elezioni per lui c’è un posto da ministro» dicono gli avversari. Fatica dunque inutile in una città concreta qual è Milano, dove i big del centrosinistra non vogliono rimetterci la faccia.
Avanti, dunque, agli outsider online come il ventenne Pierfrancesco Maran, capogruppo diesse in zona 3, che «forza del passaparola» fa neri sia il segretario cittadino ds Pierfrancesco Majorino che il capogruppo comunale ds Emanuele Fiano. Tributi del potentissimo popolo di internet che non vuole risvegliarsi dal sogno, da quell’istintiva illusione della sinistra il loro mondo ricominci da Milano. Alla faccia della «conversione».
gianandrea.zagato@ilgiornale.it