Il sindaco SOTTO TIRO

GUERRA AI LAVAVETRI
Il 10 ottobre Cofferati lancia un’offensiva contro i lavavetri: più controlli - chiede - perché svolgono un’attività irregolare «con un’aggressività che mette paura». Il sindaco di Bologna ha quindi deciso di far intervenire i vigili in funzione preventiva aprendo un nuovo fronte contro Rifondazione comunista. La battaglia di Cofferati a favore della legalità avviene in risposta a un’interpellanza di un consigliere comunale di Forza Italia, Aldo Zecchini D’Aulerio. La presa di posizione di Cofferati ha suscitato reazioni negative nella sinistra e nel mondo cattolico. E, nella stessa maggioranza che governa la città e la Provincia, non sono mancate valutazioni contrastanti con quelle del sindaco. La stessa vice-sindaco Adriana Scaramuzzino ha detto di non aver percepito agli incroci semaforici persone particolarmente aggressive, come invece sostiene Cofferati.
LO SGOMBERO DEI ROM
Il 20 ottobre il sindaco ex sindacalista ha disposto lo sgombero delle baracche lungo il Reno nella periferia ovest di Bologna abitate dai rom. Le ruspe mandate da Sergio Cofferati sono state accompagnate dalle forze dell’ordine, ma senza alcuna presenza dei servizi sociali. La crisi politica con le forze della sinistra radicale, Rifondazione, Verdi, Comunisti italiani, era già nell’aria. Ma non solo, visto che reazioni negative sono arrivate anche dalla vicesindaco Adriana Scaramuzzino, della Margherita e da Rifondazione.
STUDENTI PICCHIATI
Aumentano i problemi per Sergio Cofferati. Il 24 ottobre avvengono scontri tra gli studenti che hanno occupato l’università e che vogliono parlare con lui, e le forze dell’ordine che vogliono evitare l’invasione del Municipio. Circa cento ragazzi hanno cercato di entrare in consiglio comunale per interrompere la discussione sugli sgomberi del Lungoreno e per parlare del caro-casa a Bologna. Sul portone del palazzo comunale ci sono stati anche scontri. Gli studenti delle facoltà occupate hanno provato a entrare e sono volate alcune manganellate. Sono rimasti feriti tre studenti e il segretario provinciale di Rfc Tiziano Loreti.
DA «CINESE» A «CILENO»
Cofferati diventa il bersaglio di critiche feroci da parte dei media della sinistra radicale. Per il quotidiano comunista «Liberazione», il sindaco è «l’esempio lampante di che cos’è lo stalinismo moderno», mentre dal manifesto gli viene addirittura gettata addosso l’ombra del golpista Pinochet: «E il Cinese diventa il Cileno», ovvero da leader illuminato di una nuova sinistra a reazionario conservatore.