«Una sindrome che colpisce specialmente i bevitori»

da Milano

«Adriano Sofri - recita il bollettino medico dell’ospedale Santa Chiara di Pisa dove è ricoverato l’ex leader di Lotta continua - è stato operato in emergenza all’alba del 26 novembre scorso per un quadro clinico di grave compromissione addominale e toracica provocato da rottura spontanea dell’esofago intratoracico distale, con pneumotorace, pneumediastino con comunicazione mediastino-pleurica. La rottura spontanea interessava circa 5 centimetri dell’esofago terminale e si inquadra nella cosiddetta sindrome di Boerhaave».
«Si può ritenere - è spiegato ancora nel primo bollettino medico diffuso da quando Sofri è ricoverato - che almeno in una parte di tali casi la predisposizione sia rappresentata da uno stato di relativa sottigliezza o fragilità delle tuniche muscolari. Il meccanismo patogenetico consiste in un brusco aumento della pressione all’interno del canale esofageo. Di fatti le rotture spontanee sono in gran parte provocate da sforzi di vomito e specialmente vi sono predisposti i bevitori in stato di ubriachezza. L’avvenimento che di regola precede i segni drammatici della rottura è rappresentato da un pasto generoso o da una bevuta gagliarda, che lo stomaco troppo pieno non sopporta e rigetta con violenza: è questa la causa per cui l’esofago, bruscamente sovradisteso, si rompe».