La sindrome spagnola, a picco tutte le Borse: bruciati 128 miliardi

Dopo l'allarme di Almunia e dell'Fmi su Spagna e Portogallo si diffonde un'ondata di panico sulle Piazze europee. Chiusure in rosso, Madrid a -5,94%. Bruciati 128 miliardi di euro. Quello bancario è il settore più penalizzato: ha perso oltre sei punti percentuali

Madrid - A precipizio. Una Borsa dietro l'altro. A scatenare la caduta le preoccupazioni per i conti della Spagna. A guidare i ribassi gli indici delle piazze finanziarie di Madrid e Lisbona sui timori per la tenuta delle finanze pubbliche dei rispettivi Paesi che, dopo la Grecia, sono i nuovi "sorvegliati speciali" da parte del mercato e delle agenzie di rating. Non ha aiutato anche l’andamento negativo di Wall Street, su cui pesa il dato relativo all’occupazione Usa, con il numero di lavoratori che ha fatto richiesta per la prima volta di sussidi di disoccupazione aumentato a sorpresa la scorsa settimana. A Madrid l’Ibex35 ha chiuso lasciando sul terreno il 5,94%, a Lisbona l’indice Psi20 il 4,9%. Milano ha chiuso con il Ftse Mib a -3,45%, a Parigi il Cac40 a -2,75%, a Francoforte il Dax a -2,45%, a Londra il Ftse100 a -2,17%.

L'Europa brucia 128 miliardi Le Borse europee bruciano 128 miliardi di euro. Al termine della seduta l’indice paneuropeo Dj Stoxx 600, che sintetizza l’andamento dei principali indici del Vecchio Continente, ha perso il 2,69% mentre la Borsa di Madrid è caduta del 5,94%.

Spagna e Portogallo Ieri il commissario Ue agli affari economici e monetari, Joaquin Almunia, aveva affermato che Spagna e Portogallo hanno "problemi comuni" con la Grecia, oggi è stata la volta del direttore del Fmi, Dominique Strauss Khan, che ha dichiarato che la crisi spagnola è "molto forte". Solo ieri, Deutsche Bank, nella presentazione dell’outlook 2010 sull’economia, aveva messo in allerta nei confronti della situazione debitoria di molti Stati europei, evidenziando il problema-Spagna, un Paese la cui crescita è stata costruita sulla bolla immobiliare e dove la disoccupazione è vicina al 20%. "Il vero pericolo potrebbe venire dalla Spagna, che è un Paese ben più importante della Grecia" aveva spiegato Luigi Sottile, responsabile delle gestioni patrimoniali in Italia, "se la Spagna andasse in gravi difficoltà, e qualche segnale c’è, potrebbe essere un rischio più alto per il sistema di quello che stiamo vedendo oggi con la Grecia".

Male le banche Sui mercati europei, a pagare maggiormente è stato il settore bancario, con l’indice di settore scivolata di oltre sei punti percentuale. Sul comparto hanno pesato, oltre alle incertezze sul debito di alcuni Paesi europei, i conti in chiaroscuro presentati da Deutsche Bank e Santander, dopo quelli negativi diffusi ieri dal Banco di Bilbao, che ha chiuso il quarto trimestre 2009 con profitti pari a 31 milioni rispetto ai 519 milioni realizzati nello stesso periodo. Alla Borsa di Madrid Santander e Bbva sono crollati oggi rispettivamente del 9% e del 7%.