Singh rompe il digiuno «azzannando» un milione

Mario Camicia

È finita la lunga astinenza di Vijai Singh: il campione delle Fiji vincitore di tre tornei del grande slam, 29 del tour americano ed unico ad essere riuscito in tempi recenti a scalzare momentaneamente Tiger Woods dal gradino più alto del ranking mondiale. Dopo undici mesi il quarantatreenne fijiano è tornato finalmente al successo aggiudicandosi il Barclays Classic sul percorso del Westchester Country Club di New York. Per lui questo ritorno alla vittoria vale sicuramente ben più del milione e 35mila dollari della prima moneta incassata, perché arriva ad una settimana dalla disputa dello Us Open ed in parte fuga tutti i dubbi e le dicerie sul rendimento recente del campione di colore.
Ora tutto sembra tornato a registro e da giovedì prossimo a Winged Foot i vari pretendenti al titolo di campione Open degli Stati Uniti (in diretta su Sky3 a partire dalle 19) dovranno guardarsi da questo ritorno di un giocatore che negli ultimi anni nei tornei del grande slam è sempre stato tra i protagonisti e i favoriti.
Singh partito per le ultime 18 buche del Barclays con un colpo di ritardo nei confronti di Billy Andrade è andato al comando dopo un gran birdie alla quindicesima buca che gli dava due colpi di vantaggio su Brett Quigley, momentaneamente al comando dopo il cedimento iniziale di Andrade. Un altro birdie alla 18 permetteva infine a Singh di chiudere il torneo dieci colpi sotto il par (274 colpi) e di precedere di due lunghezze il giovane australiano Adam Scott che con un eagle all’ultima buca riusciva a superare sul filo di lana sia Andrade che Quigley per aggiudicarsi in assolo la piazza d’onore.
Sul tour europeo Markus Brier ha realizzato quello che di certo era il sogno della sua vita. Non solo ha vinto il suo primo torneo, ma il successo è arrivato nel «suo» Open, il Telecom Austria e sul suo campo quello del Fontana Golf Club. Con un giro finale in 68 colpi il trentasettenne viennese ha dominato un torneo che lo ha visto protagonista fin dalle prime battute. Brier, nelle ultime 18 buche giocate sotto grande pressione e sicura emozione, ha saputo resistere agli attacchi del danese Soren Hansen, del favorito del torneo Colin Montgomerie e del suo stesso compagno di partita Simon Dyson. Sostenuto a gran voce dal pubblico di casa, Mark ha reagito a qualche iniziale battuta a vuoto per arrivare al traguardo con tre colpi di vantaggio sul danese e quattro sul biondissimo Dyson. Ottima la prova del nostro Canonica che sembra aver ritrovato la giusta forma (tra due settimane difenderà il titolo vinto lo scorso anno a Gleneagles in Scozia) e che è terminato in ottava posizione. Bene anche Michele Reale, giunto ventiseiesimo, suo miglior piazzamento stagionale.
Sul Challenge Tour, gran secondo posto di Alessio Bruschi nel Thomas Bjorn Open vinto - in Danimarca - dall’inglese Marcus Higley. Bene anche Marco Crespi; malgrado qualche incertezza nell’ultimo giro che lo hanno visto scendere dal quarto al quattordicesimo posto.