A singhiozzo i cantieri della Nunziata

Roberta Bottino

Apri e chiudi, ma questa volta non si tratta delle indicazioni scritte sopra un barattolo di marmellata, bensì dei continui cambiamenti legati alla viabilità di via delle Fontane. Lavori in corso, che però in questi ultimi mesi hanno subito delle interruzioni a «singhiozzo». Ma a soffrire di questo snervante tic sono tutti coloro, che soprattutto durante le ore di punta, sono costretti a passare il tempo in coda sulle loro automobili. Caos, intasamenti, clacson che suonano e mugugni più o meno coloriti. «È la seconda volta che i cantieri in quella via sono stati aperti - spiega l'assessore alle acque Valter Seggi -. Capisco i disagi che in quella zona possono creare, ma sono necessari perché serviranno a mettere in sicurezza il rio Carbonara che scorre lì sotto. Una palificata è già stata costruita, ora è la volta della seconda, per permettere di posare una soletta in cemento armato che regoli e incanali il flusso del rivo». L'intervento è delicato e importante, tanto da essere finanziato con fondi specifici. Però ciò che suscita la perplessità dei cittadini che quotidianamente passano da quella via, è il fatto che i lavori proseguono per alcune settimane e poi improvvisamente s'interrompono. «In occasione del Salone Nautico è stato necessario chiudere i cantieri - continua Seggi -, perché altrimenti si rischiava un vero e proprio disastro dal punto di vista della viabilità». Non che ora la situazione sia migliorata. Macchine incolonnate, autobus che non hanno più la loro corsia preferenziale, taxi parcheggiati anzi ammucchiati in uno spazio angusto, e motociclisti costretti a manovre da ritiro della patente. E non finisce qui. Ai pedoni non va meglio. Via delle Fontane può offrire solo un marciapiede, perché quello sul lato opposto è invaso dal cantiere, idem via Balbi è stata attrezzata con muretti in cemento a bordo strada, per proteggere i passanti dalle autovetture incolonnate lungo la salita. Così i cantieri sparsi nella zona di piazza della Nunziata continuano a creare notevoli disagi, che nella migliore delle ipotesi vedranno la parola fine tra 4 mesi. «La parte di lavori che interferisce sul traffico però durerà fino alla prima settimana di dicembre», promette Seggi. E speriamo che sia così, anche perché persino l'assessore al traffico Arcangelo Merella non ne può più: «I lavori che interessano via delle Fontane sono davvero un tormento - dice -. Sono d'accordo che sarebbe l'ora di trovare una soluzione, anche perché è da tempo che siamo costretti ad aprire e chiudere il traffico più volte. Mi auguro che questa sia l'ultima». E se lo dice anche Merella vuol dire che i disagi sono davvero notevoli. Cambiamenti ai quali si sono dovuti abituare in pochi giorni tutti gli automobilisti che per ora devono percorrere via delle Fontane in senso ascendente (direzione levante), e via Balbi a salire (direzione ponente). In questo ennesimo trambusto viario a farne le spese sono anche i mezzi pubblici delle linee 18, 18/, 19 e 605 che non percorrono più via delle Fontane e via Gramsci in direzione ponente. Buchi, lavori, cantieri, rumore; l'elenco sarebbe lungo e lo sanno bene anche i negozianti che lavorano in piazza della Nunziata. «Genova si potrebbe chiamare la città dei perenni “lavori in corso” - commenta Rosalba, commerciante -. Qui è da una vita che stanno spaccando l'asfalto in lungo e in largo creando seri problemi al traffico. Noi da mesi siamo sommersi dal rumore, dalla polvere e dallo smog. I lavori già di per sé vanno a rilento, figuriamoci se ogni tanto li interrompono per problemi di vario genere. Ci credo poco che per la fine dell'anno saremo di nuovo liberi da questa servitù». Chissà che per una volta il Comune rispetti i tempi e per Natale regali finalmente un po' di tranquillità alla martoriata zona di via delle Fontane?