per la sinistra

Ora è possibile vincere in Campidoglio e alla Provincia Fini: «En plein» Cutrufo: «Il benservito a Rutelli»

Quarantott’ore fa nessuno avrebbe puntato un euro bucato su quanto è accaduto. Una scommessa che gli allibratori avrebbero pagato uno a cinquanta. Eppure, dopo l’ondata elettorale che ha travolto il Partito democratico di Veltroni e fatto sparire dalla scena parlamentare la Sinistra arcobaleno, lo tsunami ha investito anche gli enti locali. Sia per la presidenza della Provincia di Roma che per il più alto scranno del Campidoglio si andrà al ballottaggio. Alla vigilia di questa tornata elettorale Nicola Zingaretti, scelto da Veltroni come candidato presidente del Pd a Palazzo Valentini, era dato vincente con previsioni superiori al 52 per cento. Più o meno lo stesso discorso, anche se nessuno lo aveva scopertamente affermato, per Francesco Rutelli che i sondaggisti davano come facile vincitore della corsa al Campidoglio. Certo, dopo il nettissimo risultato delle politiche, qualche preoccupazione inconfessata aveva cominciato a farsi strada nelle incrollabili certezze degli amministratori che ormai da quindici detengono il potere a Roma. Ma in fondo, anche proiettando il risultato delle politiche a livello amministrativo, il centrosinistra poteva dormire sonni tranquilli, almeno a Roma città. Invece la sorpresa si è rivelata in tutta la sua portata, travolgendo calcoli e previsioni fondati su dati razionali. Evidentemente la voglia di cambiamento ha inciso più di ogni altra considerazione nel voto degli elettori romani. Per buona parte del pomeriggio di ieri Rutelli e Zingaretti sono rimasti rintanati nei rispettivi comitati elettorali in attesa che dai seggi arrivassero notizie tranquillizzanti. Così, ahiloro, non è stato. E a un certo punto sono stati costretti ad affrontare le telecamere per ammettere le rispettive battute a vuoto che li costringeranno a un’appendice di campagna elettorale di altre due settimane. Grandi sorrisi di circostanza e dichiarazioni di vittoria solo rinviata. Ma a questo punto forse non ci credono più neanche loro.
Esulta l’altro schieramento. «Ci siamo presi una grandissima soddisfazione - ha detto il presidente di An Gianfranco Fini - dando lo sfratto esecutivo al centrosinistra. Nonostante questo siamo chiamati a un supplemento di impegno e di mobilitazione: possiamo fare l’en plein». «Pensate cosa potrebbe significare con un governo di centrodestra una Roma con Gianni Alemanno in Campidoglio e Alfredo Antoniozzi a Palazzo Valentini».
«Il fatto che la coalizione intorno a Rutelli prenda più voti che lui stesso - ha sottolineato il candidato vicesindaco del Pdl Mauro Cutrufo - è il benservito finale che i romani hanno destinato a un uomo che ha voluto strumentalizzare non solo l’elettorato ma anche le forze politiche alle quali ha chiesto il sostegno». «Chiederò a Berlusconi - ha detto Francesco Giro - di continuare nella sua bella battaglia in difesa di Roma, che ha iniziato più di un anno fa con la sua forte denuncia contro il degrado».