La Sinistra all’attacco di Colaninno: «Nella sua Piaggio 30% di precari»

Giordano: «Confindustria è molto presente nelle liste Pd. Non il massimo per chi dice di stare con i lavoratori»

da Roma

Walter Veltroni farà gli interessi dei lavoratori o quelli di Confindustria? Per la Sinistra Arcobaleno la risposta è fin troppo facile, visto che tra i candidati c’è Matteo Colaninno. Come vicepresidente della Piaggio in effetti non si è distinto né nella lotta al precariato né negli aumenti salariali.
Tanto per continuare a tenere sulle spine il leader del Partito democratico, l’ex segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano, oggi capolista di Sinistra Arcobaleno in Toscana alla Camera, è andato a trovare un paio di giorni fa gli operai della Piaggio di Pontedera.
«È una fabbrica che ha il 30 per cento di lavoratori precari, che ha una media di retribuzione di 1.050 euro, inferiore a quella nazionale, e che non ha ancora presentato un piano industriale adeguato alle organizzazioni sindacali. E questo non mi sembra il massimo del confronto con i rappresentanti dei lavoratori», ha detto Giordano davanti ai cancelli della Piaggio.
A difendere i diritti dei lavoratori la SA è rimasta sola, insiste Giordano. «Siamo l’unica forza che vuole investire contro la precarietà e che tiene una politica in direzione del lavoro - dice -. Non abbiamo figurine da rappresentare, abbiamo una politica chiara e nitida».
Giordano poi procede con un pesante affondo: alla caduta del governo Prodi ha contribuito proprio il Pd su pressione di Confindustria. «Le resistenze al governo Prodi sono venute da pressioni confindustriali presenti anche all’interno della coalizione e del Pd», accusa Giordano.
Non si possono fare ponti d’oro nelle liste ad illustri esponenti del mondo industriale senza poi farne pagare il prezzo ai lavoratori, prosegue Giordano.
«È evidente che con una presenza così forte di Confindustria nelle liste del Pd abbiamo faticato per ottenere alcuni risultati - ricorda -. Persino sulla sicurezza del lavoro emergono differenze chiare. Alcuni esponenti del Partito democratico, dalla Merloni nelle Marche, a Calearo nel Veneto, a Colaninno, hanno detto che erano contrari all’inasprimento delle sanzioni penali sulla sicurezza del lavoro. Fare l’imprenditore e il lavoratore sono due cose molto diverse».
E se il Pd andasse al governo la Sinistra Arcobaleno che farebbe, lo appoggerebbe? «Non sto dicendo che non appoggeremmo il Pd qualora vincesse. Sto dicendo che esistono due programmi chiaramente distinti. Noi esprimiamo il punto di vista del lavoro». E in quel punto di vista rientra ancora il tema della lotta di classe, che invece Veltroni ha archiviato come un’ideologia del passato. «Non si possono mettere alla stessa stregua chi determina il salario e chi lo riceve: il conflitto sociale esiste», conclude Giordano.