La sinistra approva il Parco che boicottò due anni fa

E adesso? Titoli indignati sulla prima pagina di Repubblica, inchieste sul Corsera, marce sul parco, appelli all’Unione Europea, petizioni, il Fai in piazza a Montecitorio? Dove sono? Per la cronaca, e per i diretti interessati che sicuramente non lo sanno perché sennò avrebbero certo già dichiarato guerra, ieri la Regione Liguria ha dato il via libera al regolamento uccidi-parco di Portofino. Il regolamento del «killer» Franco Orsi. Le norme volute da quegli sfascianatura della giunta Biasotti.
In commissione è passato all’unanimità, proposto dall’assessore Franco Zunino, il regolamento edilizio che nel febbraio di due anni fa era stato al centro di una campagna mediatica contro l’allora assessore di Forza Italia, Franco Orsi. Un regolamento identico, comma per comma, virgola per virgola. Un gemello in tutto, tranne ovviamente che nelle reazioni provocate. Questa volta neppure gli ambientalisti che sostengono la giunta Burlando hanno qualcosa da eccepire. Confermando così il vero obiettivo di quella richiesta di rinvio chiesta, e ottenuta a fuoror di stampa, due anni fa.
Era infatti il gennaio del 2005 quando la proposta di Orsi e della giunta Biasotti venne approvata. Determinava i criteri di costruzione dei manufatti entro i confini del parco, dettava le regole per le altezze, imponeva prescrizioni per quanti avevano chiesto un condono edilizio sulla base della legge Craxi del 1981 (cioè costringeva chi comunque aveva diritto a sanare un eventuale abuso ad adattare la struttura ad alcune regole minime). Tutto ciò però non andava bene. Si urlò allo scandalo, all’attentato al verde e al parco. A febbraio l’opposizione di centro sinistra chiese in consiglio regionale di sospendere l’approvazione del regolamento e di rinviare il tutto alla nuova amministrazione. La giunta di centrodestra non fece colpi di mano, non superò l’ostacolo a botte di maggioranza. Accettò di soprassedere. Il regolamento Orsi restò in frigo.
Il resto è di storia di oggi. Perché per due anni nessuno ha aperto lo sportello del congelatore. Ieri l’assessore Zunino ha presentato il «suo» regolamento. Che stranamente è lo stesso di prima, lo stesso della «cementificazione del monte». Una decisione che porta a conclusione una storia eterna, scritta sulla pelle delle popolazioni residenti in zone interessate dai parchi naturali. Il primo passo lo fece Bottai, il ministro della Cultura del governo fascista, che con un regio decreto fece nascere il parco di Portofino. Un’idea che non venne cancellata con la Liberazione, e che anzi nel 1958 la Soprintendenza aggiornò con nuove norme a carattere edilizio. Nel 1991 la questione Parchi venne affidata alle Regioni e nel 1995 la Regione Liguria, allora in mano al centrosinistra approvò con una legge i nuovi confini del Parco di Portofino. Silenzio poi fino al 2002. Quando Biasotti e Orsi presero in mano la situazione, fecero la nuova zonizzazione, determinarono i confini delle diverse aree, e decisero di portare la questione del regolamento in seno al consiglio regionale.
Questa la sintesi della «storia» del parco di Portofino. Adesso, in attesa della rivolta già organizzata due anni fa, non resta che passare la parola al diretto interessato. A colui che fu bersaglio delle contestazioni, costretto a fermarsi. «Oggi si fa giustizia di quella che fu una polemica infondata - interviene Franco Orsi, che si limita a chiedere il riconoscimento della correttezza del proprio operato -. Ci fu un’aggressione personale nei miei confronti da parte di un ambientalismo esasperato. Ora, dopo due anni che si è volutamente evitato il discorso, in commissione torna e passa all’unanimità quello stesso testo. È la dimostrazione che ci fu contro di me e contro la giunta Biasotti un’ignobile campagna mediatica».
Per la precisione, ieri in giunta è stato approvato un regolamento che dovrà passare ancora in consiglio regionale, ma l’unanimità con cui è stato salutato potrebbe essere l’ennesimo indicatore di quello che accadrà: nulla.