«Con la sinistra aumento delle tasse senza sviluppo»

Gianandrea Zagato

«Non vogliamo tassare i Bot né introdurre la tassa di successione. Non vogliamo le adozioni gay e vogliamo tenere in carcere chi compie gravi reati. E sul progetto di futuro dell’Italia, noi, siamo per lo sviluppo». Sintesi dei «modelli di società diversa» che, Milano, dice Ignazio La Russa sceglie con il voto di domani e di lunedì.
Differenze che, all’ombra della Madonnina, nel comizio di chiusura della campagna elettorale di Alleanza nazionale, sono accompagnate da un invito: quello di andare alle urne, «non credo ci siano molti indecisi su come votare ma credo che ci siano molti indecisi se andare o meno ai seggi perché pensano sia indifferente se vince il centrodestra o la sinistra. Si sbagliano. Mai come stavolta i nostri programmi sono diversi».
Già, «con noi sviluppo senza aumento di tasse» ribadisce il capogruppo di An alla Camera nel suo appello al voto che chiude «una campagna elettorale unita, unitaria e giocata con l’obiettivo preciso di battere la sinistra e dare quindi ad Alleanza nazionale il maggior numero di consensi possibili, quelli che servono per darle più forza nella prossima coalizione di governo». Parole accolte con entusiasmo dal popolo del centrodestra, che esplode quando La Russa parla «dell’amore per la patria che ci ha fatto superare molti momenti difficili»: sentimento che si contrappone «all’amalgama dell’odio della sinistra contro di noi, odio che riesce a tenere insieme un Di Pietro che vagheggia di “legalità, legalità, legalità” con un Caruso che vuole espropriare la barca del suo leader e persino le scarpe da mille euro di D’Alema».
Fotografia della dis-Unione che «si può sconfiggere alle urne» e, attenzione, continua La Russa «Berlusconi ha chiamato “coglioni”, perché autolesionisti, quelli di destra che vogliono votare a sinistra e non quelli di sinistra che votano a sinistra». Spiega e fa sorridere i candidati di An alla Camera e al Senato presenti con gli esponenti meneghini sul palco - Paola Frassinetti, Riccardo De Corato, Cristiana Muscardini, Roberto Predolin e Giovanni Bozzetti tra gli altri - e provoca l’applauso delle duemila e più persone che assistono al comizio, preceduto da venti minuti «per farsi il sangue buono» di musica della band di Demo Morselli. E mentre La Russa fa sapere di «non» essere «spaventato» da un ipotetico ritorno all’opposizione, «ne ho passato trentacinque su quarant’anni di attività politica», ma di essere «invece spaventato da quello che l’Italia sarebbe con la vittoria della sinistra», Riccardo De Corato garantisce che «ci batteremo per l’abolizione dell’Ici perché riteniamo sia una tassa ingiusta: basta eliminare delle spese superflue come alcune spese di gestione e con una manovra del governo di 2,3 miliardi di euro possiamo recuperare questa tassa». A Milano, ricorda comunque il vicesindaco, «l’abbiamo già fatto: si paga meno di Ici rispetto alle altre città amministrate dal centrosinistra», impegno che, calcolatrice alla mano, si traduce in «140 milioni di euro lasciati nelle tasche dei cittadini».
Garanzia anche per il futuro firmata da Alleanza nazionale che, chiosa La Russa, «sulla carta d’identità ha iscritto l’amore per la patria, l’unità nazionale e la difesa della famiglia». Caratteri distintivi che sono «più di un ottimo motivo per votarci e dare più forza alla destra e sconfiggere la coalizione di Romano Prodi».