La sinistra bacchettona boccia Olé

Uno pensa: riecco i ragazzacci del Male, quelli che vergavano finte agenzie di stampa. Invece no: tutto vero. Quattro deputati dell'Unione (Villari della Margherita, De Petris dei Verdi, Di Lello di Rifondazione e Ceccuzzi dei Ds) si sono presi la briga di far gruppo per bollare Olé, in quanto «offensivo e denigratorio nei confronti degli insegnanti e degli stessi studenti», quindi «non formativo né di stimolo a sentimenti di alto valore», quindi incline ad «alimentare fenomeni di bullismo», quindi da non promuovere sulle reti Rai. Ma l'hanno visto Olé i quattro (onorevoli) dell'Ave Maria? Trattasi di cinepanettone classico, pure insipido, addirittura con ambizioni disneyane, da film per famiglie modello Maggiolino tutto matto. Se non fosse per l'impagabile Enzo Salvi, che ricicla le sue colorite battute da «coatto» (peraltro le sole divertenti), sarebbe commedia da oratorio. Ma il quartetto progressista non lo sa, spara sciocchezze a vanvera, per sentito dire, volendo così salvare il buon nome della scuola (Boldi e Salemme interpretano due professori in gita scolastica). Nonostante l'incredibile marketta di Matrix, urge mobilitazione democratica contro i nuovi moralisti, in difesa dei compagni Vanzina.