La sinistra a Berlusconi: sconfessi Bossi

La Lega è di nuovo al centro del dibattito dopo la &quot;sparata&quot; del Senatùr su fucili e tasse. I leader di Ds e Margherita chiedono al Cavaliere di scomunicare il proprio alleato. <strong><a href="t/a.pic1?ID=201779">Dalla Dc alla Rai: 15 anni di sparate d'agosto</a></strong>

Milano – Come già diverse volte in passato Bossi è tornato sulle prime pagine di tutti i giornali con la “sparata” sui fucili per protestare contro le troppe tasse (“mai usati ma c’è sempre una prima volta” ha detto ieri il Senatùr in un comizio). Com’era ampiamente prevedibile è venuto giù il finimondo: dopo il rimprovero del presidente della Repubblica oggi arrivano le ferme prese di distanza dei leader di Ds e Margherita. E ancora una volta Bossi, nel bene o nel male, riporta la sua Lega al centro del dibattito politico italiano.

Fassino e Rutelli: "Berlusconi prenda le distanze" Piero Fassino e Francesco Rutelli invitano il capo dell’opposizione Silvio Berlusconi a prendere le distanze dalle dichiarazioni di Bossi. "Una presa di distanza netta ed esplicita dalle dichiarazioni rese ieri da Bossi, le cui parole pronunciate in pubblico hanno ricevuto il plauso dei dirigenti del partito che presiede e che fa parte della coalizione guidata da Berlusconi", è quanto hanno chiesto Fassino e Rutelli a Berlusconi, in una nota congiunta.

"Di fronte ad una evocazione di ribellione e di violenza che può purtroppo trovare seguaci irresponsabili, non sono ammessi calcoli politici o ambigui silenzi. Quando qualche frangia irresponsabile della nostra coalizione ha pronunciato parole inaccettabili, noi non abbiamo esitato a condannarle anche a prezzo di inevitabili conseguenze politiche", si legge ancora nella nota in cui Fassino e Rutelli chiedono a Berlusconi di fare altrettanto. Le dichiarazioni di Bossi hanno suscitato scalpore nel mondo politico, a tal punto che ieri sull’argomento è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, richiamando "alla moderazione del linguaggio e al rispetto dei valori nazionali e dei principi costituzionali".

Migliore (Prc): “Atteggiamento irresponsabile” “Bossi assume un atteggiamento irresponsabile. Le sue frasi sono molto gravi, perché rappresentano un vero e proprio disprezzo per le istituzioni e, quindi, della società civile. Rispondono a esigenze di propaganda, ma sono da irresponsabili”. Non sono affatto piaciute a Gennaro Migliore, capogruppo alla Camera di Rifondazione comunista, le ultime dichiarazioni del leader del Carroccio. Anche l’esponente del Prc invita il Cavaliere a prendere le distanza dal leader della Lega, ma è convinto che dietro ci possa essere un gioco delle parti. “Mi sembra un gioco delle parti - dice Migliore -. Il minimo che possa fare Berlusconi, è prendere le distanze da Bossi su questa vicenda. Ma non dimentichiamo che il primo a parlare di sciopero fiscale e a pronunciare dichiarazioni di fatto eversive è stato proprio Berlusconi”.

Di Pietro: “Strategia della tensione” “Ieri la ’chiamatà alle armi di Bossi, oggi la bottiglia incendiaria davanti ad una sede di Forza Italia. È la strategia della tensione esortata da cattivi maestri che incitano alla sottrazione e al non rispetto delle leggi”. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro. “Sentimenti - prosegue Di Pietro - che covano nelle frange estremiste contrapposte, provocando reazioni a catena le quali, se non fermate in tempo, possono arrivare ad esplodere. Così è nato il terrorismo degli anni 70; così può nascere oggi - secondo il leader dell’Italia dei Valori - un nuovo fenomeno sovversivo. Bisogna, ovviamente, isolare chi pratica la lotta armata con le bombe ma anche chi la predica”.

Bindi: "Penso tutto il male possibile..." "Penso tutto il male possibile delle parole di Bossi sullo sciopero fiscale e sui fucili. Dobbiamo stare attenti, anche i suoi alleati, perchè credo che l’uso di parole violente non abbiano mai effetti passeggeri". Lo ha detto il ministro alla Famiglia, Rosy Bindi, commentando le parole del leader della Lega Nord. "C’è il rischio - ha aggiunto il ministro - di creare quantomeno l’ abitudine all’uso di parole come pietre che provocano poi atteggiamenti assolutamente pericolosi".

Pochi commenti dalla Cdl Il leghista Roberto Calderoli afferma che "lo stesso richiamo il presidente della Repubblica dovrebbe farlo nei confronti del governo per dire stop alle tasse". E spiega che le parole di Bossi "sono la sintesi della rabbia della gente. I fucili non sono mai stati utilizzati né lo saranno. Bossi ha fatto sintesi della rabbia e della volontà dell’elettorato, non solo leghista, non solo della Cdl, ma anche di sinistra, di dare uno stop a chi sta esagerando con il fisco". Stessa linea da Roberto Maroni: "Napolitano ha fatto un richiamo a tutti quelli che dicono parole forti e lo aveva fatto anche nei confronti di Caruso". Maroni aggiunge: "Fucili no, ma qualche calcione ben assestato a chi ha fatto quel che ha fatto in molti vorrebbero darlo". E poi rivolgendosi all’Unione afferma che farebbe un "grave errore" a non comprendendo la rabbia della gente e criminalizzandola. "Noi - assicura - abbiamo sempre agito nella legalità e continueremo a farlo".