La sinistra boccia il Sì di Penati al villaggio solidale

Villaggio solidale per i rom, dietrofront della maggioranza di Palazzo Isimbardi. Comunisti italiani e Rifondazione dicono «no» alla realizzazione di una struttura con all’interno sessanta posti letto, spazi didattico-produttivi in quel di Cologno Monzese. «No» al progetto voluto da don Virginio Colmegna insieme alla Caritas ambrosiana e sostenuto dalla Provincia di Milano.
Stop «clamoroso» che arriva a distanza di un anno e poco più dalla presentazione del progetto che, sorpresa, tanto piaceva all’ex prefetto Bruno Ferrante. Ma, osservano da Forza Italia, c’è pure un’altra nota: tra i promoter di quest’iniziativa c’è l’assessore provinciale Francesca Corso. Come dire: «Netta distanza della componente comunista della maggioranza di governo dalla proposta dell’assessore ai Diritti dei cittadini che si era incaricata di trovare il luogo fisico in cui sviluppare il Villaggio solidale, mentre Penati s’era assunto - davanti all’allora prefetto Ferrante - la disponibilità di finanziare soluzione per dare ospitalità ai rom».
«Anche i consiglieri Luca Guerra dei Comunisti italiani e Luigi Greco di Rifondazione comunista danno ragione a Forza Italia, che in sede consiliare aveva definito inaccettabile la localizzazione e la mancata partecipazione democratica alla decisione presa dal comune di Cologno Monzese e della stessa maggioranza che guida Palazzo Isimbardi» chiosa Franco Esposito. Nota che il vicecapogruppo azzurro accompagna con un invito, «quello ad aprire una fase partecipata, finalmente, anche ai Comuni di Cernusco e di Brugherio». Già, l’insediamento rom in quel di Cologno avrebbe ricadute sociali sulle amministrazioni limitrofe che, continua l’azzurro Esposito, «non sono mai state contattate».
E dagli archivi di via Vivaio spunta una richiesta di convocazione «urgente» della commissione Politiche sociali per «assumere determinazioni» anche sulla base di una relazione geotecnica che evidenzia «elementi di criticità» sulla dislocazione del villaggio solidale «in una zona periferica e isolata rispetto all’abitato e a ridosso di un impianto di compostaggio».
Richiesta rimasta ancora senza risposta. «Nessun stupore» commenta Bruno Dapei, capogruppo di Forza Italia: «Di fronte alle emergenze, Penati sostiene che “bisogna trovare soluzioni stabili, strutturali e avanzate”. Virgolettati che però sono solo parole, quelle di un amministratore che pretende finanziamenti pro nomadi dalla Regione ma non sa dire quanto ha in bilancio per rispondere all’emergenza rom».