«La sinistra boccia la targa a Craxi Allora via quella dedicata a Pinelli»

L’azzurro Terzi: «Ci sono molte intitolazioni da rivedere»

Sabrina Cottone

Via da piazza Fontana la lapide in onore di Pinelli. La richiesta arriva da Giovanni Terzi ed è un po’ la controffensiva azzurra alla mozione del centrosinistra che chiede di bloccare la targa per Bettino Craxi pronta ad arrivare in piazza Duomo 19. Era il 1976 e alla fine di una manifestazione un gruppo di «studenti e democratici milanesi» poco democraticamente decise di procedere all’onorificenza d’autorità e così da allora in piazza Fontana si legge «a Giuseppe Pinelli, ferroviere anarchico, ucciso innocente nei locali della questura di Milano». Nel ’92 una delibera del consiglio stabilì di mantenere la scritta e verità storica o no, la lapide è rimasta al suo posto.
«In clima di revisionismo storico, verifichiamo se le intitolazioni di strade e piazze della città sono corrette e rispettose della nostra storia» è la provocazione di Terzi, che parla della lapide «anarchica» a Pinelli ma anche di luoghi consacrati ufficialmente come piazza Antonio Gramsci o addirittura Foro Buonaparte. Un’idea, quella di mettere ordine tra nomi e luoghi, che trova il sostegno del capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino. «Apprezzo l’iniziativa e anzi ho sollevato la questione agli altri capigruppo» spiega Manfredi Palmeri, che ha già chiesto una seduta del consiglio comunale per affrontare la varia e disparata massa di richieste che arrivano dai consiglieri.
C’è chi chiede via Martiri delle Foibe (Barbara Ciabò di An) o via Ernesto Calindri, cioè l’uomo Cynar di origine toscana, e anche una strada in ricordo del romanissimo Alberto Sordi. Ma il gruppo più nutrito di fan è quello che ormai dal luglio del 2002 sogna via Pietro Valpreda. Primo firmatario è il diessino Emanuele Fiano, seguono tra gli altri Basilio Rizzo, Aldo Ugliano, Andrea Fanzago, Fabrizio Spirolazzi, Letizia Girardelli, gli stessi nomi che (con l’eccezione del capogruppo diessino) hanno firmato contro la targa a Bettino. «C’è una lapide abusiva nel luogo in cui è stato ucciso Dax, un monumento accanto alla Bocconi che inneggia all’esproprio dei mezzi di produzione da parte del proletariato eppure nessuno protesta. Quella contro Craxi è una guerra di religione e non di ragione» conclude Manfredi Palmeri.
Il capogruppo azzurro chiede anche alla giunta di collaborare, informando in anticipo la presidenza del consiglio comunale sulle scelte per strade e luoghi: «Non come è accaduto per i giardini Ramelli».