«La sinistra caccia i medici di destra»

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Lo spoil system, su quello ormai nessuno fiata. Dirigenti, funzionari e amministratori delegati hanno iniziato a guardarsi attorno già dal primo giorno dopo la conquista della Regione da parte del centrosinistra. Che anche tutti gli altri ruoli siano a rischio però, è una sorpresa. La denuncia viene da una deputata di Forza Italia, Maria Burani Procaccini, presidente della commissione bicamerale Infanzia. È «un dubbio legittimo», dice, di fronte al quale «non è concepibile alcun silenzio». Parla di liste di proscrizione, l’onorevole Burani. Cita tre regioni: Puglia, Calabria e Liguria. E paventa che sia solo un assaggio in vista dell’eventuale vittoria dell’Unione alle politiche del 2006: «C’è il dubbio, legittimo, che si preparino le liste di proscrizione nei confronti di professionisti e dirigenti appartenenti al centrodestra in caso di vittoria della sinistra: i segnali che arrivano da alcune Regioni sono abbastanza inquietanti».
I casi sono presto elencati: «Due medici pugliesi ritenuti vicini a Forza Italia si sono visti rifiutare il rinnovo del contratto; un giornalista calabrese, Mario Campanella, ha subìto la stessa sorte come consulente di un’Asl dopo avere ricevuto l’invito a “chiedere l’elemosina”. Altri segnali arriverebbero dalla Liguria e rispetto a queste cose non è concepibile alcun silenzio». Non è questione di presidenti delle Regioni, sottolinea Burani, ma di un sistema perpetrato a livelli diversi: «Chi non ha la fortuna di essere un personaggio “famoso” rischia di vedersi soppiantato nel silenzio generale e questa sottocultura è sintomatica di un bipolarismo odioso interpretato come revanche e non come alternanza. Chiarire e correggere queste distorsioni (che peraltro non appartengono personalmente a Vendola e Loiero ma evidentemente ai loro alleati) è indispensabile». In Liguria, due sarebbero i casi di «proscrizione ammantati da esigenze di servizio»: un medico precario ritenuto vicino a Forza Italia cui non è stato rinnovato il contratto di collaborazione professionale senza alcuna motivazione. E un ingegnere informatico, con il contratto in scadenza che, vicino all’Udc, ha subìto lo stesso trattamento all’Asl genovese. Entrambi hanno presentato ricorso d’urgenza per il reintegro e chiedono l’anonimato.
In Calabria, il caso più clamoroso è quello del giornalista Mario Campanella. Consulente dell’Asl di Cosenza, collaboratore del Secolo d’Italia, è stato «licenziato una settimana fa senza nessuna motivazione. In campagna elettorale un giornale pubblicato da un candidato della Margherita (Diritti civili) definì Campanella “testa pensante della Cdl calabrese” augurandogli di “finire come un clochard a chiedere l’elemosina, dopo la vittoria del centrosinistra”». In Puglia, dopo il 3 aprile, sarebbero stati licenziati improvvisamente due precari (un infermiere e un tecnico professionale) vicini a Fi ed Udc. «Si tratta di fatti sintomatici - accusa Burani - che dimostrano la voglia di proscrizione che c’è a sinistra: che dice Romano Prodi?»