La sinistra che duella sull’arte

Insomma, decidetevi. Sgarbi è l’uomo giusto per rilanciare Milano capitale delle cultura nei circuiti internazionali, oppure è un «incompetente, uomo per tutte le (basse) stagioni»? Il personaggio, si sa, è di quelli che piacciono o non piacciono. Chi parla di Sgarbi non ha mai mezze misure: o con lui o contro di lui. Ma che sullo stesso giornale, a un giorno di distanza, si sia prima con lui e poi contro di lui, è un fatto abbastanza curioso. Succede al Riformista, quotidiano filofassiniano, che giovedì (in un articolo a firma Marco Alfieri) commentava con parole di elogio la presentazione del cartellone degli appuntamenti ambrosiani per la prossima stagione: «Un programma ambizioso, innovativo, mediaticamente furbo, ma soprattutto - eccoci al punto - una mezza rivoluzione per una città che molto spesso ama culturalmente riassumersi, con una punta di fastidioso provincialismo, dentro ad uno scalacentrismo ormai sorpassato per una metropoli». Una sfida a Veltroni sulla cultura, condita dagli apprezzamenti dell’assessore alla Provincia, la diessina Daniela Benelli, e di due ex assessori alla Cultura, Salvatore Carrubba («Buono il giudizio sul nuovo cartellone») e Philippe Daverio («Se c’è qualcuno che può rianimare Milano, questo è proprio Sgarbi. Vedrete, farà un gran lavoro».
Venerdì sempre sul Riformista il contrordine compagni firmato Francesco Bonami, il quale fa a fettine il cartellone asfittico e abusato; il neoassessore, la cui incompetenza nell’arte contemporanea è notoria e dice che il Pac presto dovrà essere chiamato il Pacco perché «il problema di Sgarbi è che non sa di non sapere». Sacrosanto diritto a dissentire, se solo si avvisasse il lettore che Bonami, critico d’arte contemporanea (del giro Cattelan, Fondazione Prada & Co.), già curatore di una Biennale di Venezia, è nemico giurato di Sgarbi da sempre, per vecchie ruggini artistiche e personali.
A questo punto urge un intervento definitivo: che i due si diano appuntamento alle sette di mattina davanti al Pac, a Parco Palestro, e si sfidino a duello con la sciabola una volta per tutte. Vinca il migliore. Ma poi, finiamola lì. E ai posteri l’ardua sentenza su chi sia il più bravo organizzatore di mostre del reame.