La sinistra contesta Marchionne: "Vergognati" Ma l'ad di Fiat: "Rafforziamo le radici in Italia"

A Mirandola, dove ha ricevuto un premio, l'ad Fiat accolto dalla contestazione di centri sociali e sinistra: striscioni, fischi e slogan. Marchionne dal palco: "Travisate le mie parole in tv, l'azienda rafforzerà la presenza in Italia, responsbailità verso il Paese". Poi: "Le contestazioni non fanno bene a nessuno"

Modena - Contestato Marchionne, nel giorno in cui l'ad di Fiat riconferma l'impegno in Italia. Urlando gli slogan "Vergognati, vai via" e "La gente non ti vuole", una gruppo di giovani del centro sociale Guernica di Modena l'ha contestato al suo arrivo a Mirandola dove ha ricevuto il premio intitolato all’umanista del '500 Pico della Mirandola. Con i giovani del centro sociale, nella piazza davanti al teatro Nuovo si sono radunati rappresentanti dei Giovani Comunisti Italiani, Prc, Pdci, Sel, Partito dei comunisti italiani e Fiom. Gli attivisti del centro sociale, i più numerosi e rumorosi nella piazza, sono arrivati intorno alle 9.30 portando uno striscione con su scritto "I nostri sacrifici per i tuoi guadagni. Fuck austerity, verso lo sciopero generale" e urlando "Bonanni non parla più" e poi "Marchionne, Bonanni, fate solo danni". Tra i contestatori anche la Fcgi con un volantino con l'immagine del dirigente Fiat sorridente e la scritta "Indesiderato". Uno striscione anche per la Fiom dell’Emilia Romagna con lo slogan "Panda la macchina per fare. Quello che gli pare".

Marchionne: "Fiat resta" "Mi spiace constatare che un fiume di parole sia stato trasformato in un processo alle intenzioni". Dice dal palco l’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne sottolineando che non è sua abitudine alimentare un certo tipo di dibattito, "ma per la prima volta ho accettato di partecipare a una trasmissione televisiva, per difendere" i progetti dell’azienda torinese. "Intendiamo rafforzare le nostre radici in Italia" assicura l’ad. "Lo possiamo fare - aggiunge Marchionne - perché abbiamo la forza e l’esperienza di un gruppo globale; perché conosciamo bene la realtà che ci sta intorno, conosciamo i mercati e le condizioni minime che sono richieste per continuare ad essere competitivi, soprattutto con i nostri vicini europei. Lo vogliamo fare - rincara - perché siamo un’azienda cresciuta nel mondo ma nata in Italia e sentiamo di avere una grande responsabilità verso il nostro Paese".

"Lavorare assieme" "Chiediamo che tutti i soggetti coinvolti siano disposti a lavorare insieme, nella stessa direzione. L'unica cosa che chiediamo è di condividere un percorso e di creare le condizioni perché i nostri stabilimenti possano lavorare al meglio, in modo normale e continuo" era stata la sua premessa.

"La verità è che esiste un problema di competitività", ha ribadito l’amministratore delegato di Fiat, spiegando che si tratta del problema «che ha spinto molte aziende ad abbandonare il paese e a trasferire all’estero le loro attività". Marchionne ha spiegato che "proprio perchè in Fiat vogliamo impegnarci per sanare l’inefficienza della nostra rete industriale qui, in Italia, dobbiamo partire dalla verità". Poco prima, riferendosi sempre all’intervista rilasciata su Raitre, aveva spiegato che "quando dico che in Italia, per il gruppo Fiat, è un’area in perdita, non significa che vogliamo andarcene dal paese come molti hanno voluto interpretare". Marchionne ha aggiunto che "il nostro progetto è pensato, studiato e tarato perchè la Fiat possa crescere in Italia e possa crescere con l’Italia. Ma ignorare i problemi, o peggio nasconderli sotto un facile ottimismo, è il rischio più grande che possiamo correre".

"La Fiat non si è mai arresa, in tutta la sua storia. E non intende certo iniziare a farlo ora", ha spiegato. "Chi interpreta le verità che ho detto come una scusa, come un modo per mettere le mani avanti e sfilarci dal paese, si sbaglia di grosso. O forse non è del tutto in buona fede. Chi pensa che questo sia un modo per prendere tempo e rimandare gli investimenti, non si rende conto di quanti mesi abbiamo già sprecato tra comizi e operazioni mediatiche".

"Quando la Camusso lo chiederà la incontrerò" Nessuna preferenza a Cisl e a Uil e massima disponibilità ad incontrare il nuovo segretario della Cgil Susanna Camusso non appena lei lo chiederà. È categorico l’amministratore delegato di Fiat. A chi gli chiede la data di un incontro con il nuovo segretario della Cgil, Marchionne risponde: "Quando lo chiede... non ho ricevuto nessuna informazione fino adesso" per un eventuale incontro. "Ho fatto il mio dovere istituzionale - aggiunge - le ho fatto i complimenti per la nomina". E sull’incontro avuto ieri dall’ad di Fiat soltanto con i rappresentanti di Cisl e Uil, Marchionne taglia corto: "Hanno chiesto loro di incontrarmi, io non ho convocato nessuno. Se lei mi invita a cena e io mi presento, non mi posso arrabbiare perché gli altri non sono stati invitati. Non ho chiesto io di vederli. Mi hanno chiesto di vederli, sono andato e basta".

"Le contestazioni non giovano a nessuno" "Quelle bandiere rosse che abbiamo là davanti non fanno bene a nessuno", ha poi copmmentato Marchionne, uscendo dal teatro.

Bonanni: "Sempre i soliti..." "È sempre lo stesso discorso, sempre le stesse persone, poche, che vogliono sottolineare la loro presenza". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, a proposito della contestazione a Sergio Marchionne. "Credo che dovremmo discutere di altre questioni: dell’emergenza - aggiunge Bonanni a margine di un convegno a Milano - che abbiamo di fronte, di un Paese che sembra aver perso la bussola".