La sinistra contro Prodi: «Assumi quei precari»

da Milano

«Caro Romano Prodi, se passa l’emendamento contro gli idonei dell’Agenzia delle Entrate il rapporto di leale collaborazione tra il governo e la maggioranza che lo sostiene rischia di incrinarsi, con riflessi delicati sulla qualità e la forma nei quali tale rapporto si esplica». Firmato, Giorgio Benvenuto e altri 8 senatori di Prc, Svp, Pdm e Verdi, pronti a dare battaglia in Aula. La pietra dello scandalo è rappresentata dai cosiddetti «idonei», 2.300 trentenni che hanno superato una selezione bandita dal centrodestra e che sperano di essere «ripescati», come prevede la Finanziaria, visto che l’Unione ha intenzione di potenziare l’organico. Il Senato, d’accordo col governo, ha approvato una norma che obbliga l’Agenzia ad assumerli tutti. Ma il direttore generale Massimo Romano, uomo del viceministro Ds Vincenzo Visco, non ne vuole sapere: «Non possiamo ripiegare su scelte largamente al di sotto di traguardi di eccellenza - sostiene - solo i più intelligenti sono adatti a vincere la battaglia contro gli evasori». E così la Camera ha approvato un emendamento che riduce «al 10%» il ricorso alle graduatorie degli idonei. Ma Benvenuto e gli altri senatori, che davanti alla Corte dei Conti hanno già ipotizzato un possibile danno erariale rispetto all’eventuale mancato scorrimento, non ci arrendono: gli idonei vanno assunti, altrimenti sarà sfiducia. I ragazzi sorridono amaro: «Ci danno degli stupidi, ci discriminano perché molti di noi sono meridionali. E poi ci chiamano bamboccioni».