La sinistra contro Vespa: detta l’agenda politica

La pubblicità va bene solo se è politically correct. E così Bruno Vespa (nella foto) finisce nel mirino della stampa gauche. Il pomo della discordia è il nuovo libro del giornalista conduttore di «Porta a porta» che, puntuale come un orologio svizzero, ogni anno sforna un volume nuovo. Ma non è questo a far arrabbiare la sinistra, bensì la divulgazione centellinata, volta a volta, delle sue righe. Secondo «Europa» e «L’Unità» ci sarebbe addirittura un disegno: l’invio di capitoli «strategici» del nuovo testo man mano che l’attualità giustifica i vari argomenti. A detta del Pd, insomma, Vespa o il suo ufficio stampa invierebbero veline con un unico scopo: la vendita del libro.
Pronta l’insurrezione rossa: «Un’anticipazione al giorno, metodo inconsueto che non si adotta per alcun altro libro al mondo», scrive il quotidiano fondato da Antonio Gramsci che non nasconde una punta di astio, guardando con occhio compassionevole il povero redattore incaricato di mettere in pagina la... vespa di turno. Per di più vecchia, cosa che imbestialisce i Ds, le ultime frasi, quelle riferite a D’Alema, sarebbero state dette mesi fa.