La sinistra in coro: è un’ingerenza politica

Capotosti (Udeur): un invito da accogliere. L’Arcigay: i legislatori si facciano tutori dei diritti di tutti gli italiani

Raffaela Scaglietta

da Roma

Preoccupano a sinistra le parole del cardinal Ruini pronunciate ieri davanti al consiglio permanente della Cei. «Le affermazioni di Ruini suscitano timore perché rischiano di non favorire il ristabilimento di un clima di reciproco rispetto e dialogo interreligioso tra il mondo cristiano e quello islamico» afferma il vicepresidente del Senato, Gavino Angius. La Chiesa, secondo il Cardinal Ruini, subisce una «costante insidia di una secolarizzazione interna» e l’Italia rischia di farsi abbracciare «da una deriva etica, del laicismo e del soggettivismo che seduce sempre di più i giovani».
Quello del cardinale - prosegue Angius - appare più che altro un intervento politico a tutto campo teso alla mobilitazione delle forze di ispirazione cattolica attorno ad una visione della società e dello Stato di cui la Chiesa è portatrice». Ciò che va difeso - continua il vice presidente del Senato - «è il valore della laicità come insieme di principi etici assoluti». «Le posizioni del cardinale Ruini non aiutano il confronto pur nel rispetto delle diverse posizioni» ha aggiunto quindi il ministro per i Diritti e le Pari opportunità Barbara Pollastrini.
Il cardinal Ruini ha affrontato ieri tematiche socio-politiche a 360 gradi: dalle questioni che toccano il riconoscimento giuridico delle coppie, alle staminali, l’eutanasia, l’immigrazione, la finanziaria, al Medio Oriente.
«Le sue relazioni - ha dichiarato Enrico Boselli segretario dello Sdi - non si limitano a trattare i temi eticamente sensibili, con una visione da medioevo per quanto riguarda la sessualità, ma spaziano su tutti i temi della politica italiana impartendo lezioni, consigli e orientamenti che ci auguriamo non consideri vincolanti per tutti i cattolici».
Opposta e accogliente è d’altro canto la reazione di Gino Capotosti, capogruppo dei popolari Udeur in Commissione Giustizia alla Camera. «Accogliamo l’invito del cardinale Ruini - ha affermato - e diciamo no ai Pacs, no all’eutanasia, sì alla ricerca sulle staminali che però tuteli l’embrione umano, sì a una finanziaria che protegga le fasce più deboli della popolazione».
Si tratta invece di pura ingerenza politica per il segretario dei radicali Daniele Capezzone che ha detto: «Spiace davvero che il cardinale Ruini abbia di nuovo scelto una linea di ingerenza su tutto: dai Pacs, alla scuola, a ogni altro aspetto della vita legislativa del Paese». E non solo. Secondo il segretario dei radicali la posizione di Ruini è preoccupante perché chiude la strada al dialogo di cui la Chiesa ha bisogno in questo momento di grandi polemiche con il mondo islamico. «La cosa che mi addolora - ha aggiunto Capezzone - è che il cardinale mostri di non comprendere che il modo migliore di opporsi all’integralismo fondamentalista islamico sarebbe quello di alzare le bandiere dell’Occidente laico, liberale, aperto, tollerante, relativista».
Più aperte e radicali le reazioni che vengono dal deputato dell’Ulivo Franco Grillini. «È necessario disobbedire agli ordini di servizio del cardinal Ruini che non si è reso conto che non viviamo a Teheran o Islamabad. L’Italia - ha detto Grillini - è in un’Europa che da tempo riconosce con grande beneficio degli interessati e della collettività, i diritti delle nuove famiglie». «Risulta grottesca - prosegue l’esponente Ds - l’affermazione di Ruini che giustifica i continui diktat vaticani al fine di garantire la felicità di uomini e donne. All’opposto, la verità è che i continui veti clericali alla realizzazione dei più elementari diritti umani delle persone conviventi, delle persone omosessuali e transessuali, rappresentano il principale fattore di sofferenza e di infelicità per milioni di persone e favoriscono un clima di odio e di violenza verso le minoranze».
Un appello a non seguire le parole del cardinale Ruini giunge anche da Sergio Lo Giudice, presidente nazionale di Arcigay che ha auspicato che «i legislatori ascoltino con rispetto i vescovi ma si facciano tutori dei diritti di tutti gli italiani».