La sinistra costa 300 euro ad ogni imprenditore

da Milano

Con la Finanziaria prende forma anche la stangata. I calcoli li ha fatti il centro studi della Cgia di Mestre, il saldo è negativo e spietato: 300 euro in meno per le imprese, 100 euro per i contribuenti. A svuotare il portafoglio ci penseranno anche i provvedimenti legati alle misure previste dal decreto Bersani-Visco.
Secondo l’associazione di artigiani veneti «tra gli adempimenti più onerosi che riguardano esclusivamente le realtà produttive ci sono quelli relativi alla realizzazione dell’elenco clienti e fornitori». Una procedura per cui il titolare dell’azienda deve spendere almeno 100 euro. Segue poi l’invio telematico dei corrispettivi (costo 50 euro) e l’obbligo dei pagamenti telematici delle imposte per i soggetti titolari di partita Iva. E sono altri 50 euro. «È la quantificazione minima - spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia - ed è comunque un onere in più per gli imprenditori sia in termini economici che burocratici».
A 300 euro si arriva «grazie» ad altri sei adempimenti che riguardano anche coloro che non hanno un’azienda o una partita Iva. Le novità entrano in campo, infatti, quando si parla di dichiarazione dei redditi e di modello unico. Gli intermediari abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni dei redditi, ad esempio, saranno obbligati - secondo la Cgia - a comunicare ai propri assistiti le comunicazioni di irregolarità trasmesse dall’Agenzia delle Entrate. Nella dichiarazione dei redditi, nel quadro dei fabbricati, poi, dovranno essere esposti per ogni immobile i seguenti dati aggiuntivi: indirizzo, codice comune, identificativo catastale.
Per quanto concerne l’Ici invece, sarà liquidata e versata dal sostituto di imposta nei confronti dei contribuenti che si avvalgono dell’assistenza fiscale (cioè chi compila il modello 730); mentre i contribuenti che non si avvalgono dell’assistenza fiscale devono indicare i dati relativi all’Ici nella dichiarazione dei redditi. E ancora: nel 2007 ci sarà l’obbligo dell’acconto nella misura del 30 per cento per l’addizionale comunale Irpef; nella dichiarazione dei redditi bisognerà anche inserire l’Ici dovuta per ogni fabbricato. Insomma, compilare la dichiarazione dei redditi costerà più tempo. E soprattutto più soldi.