Sinistra e dintorni: tutti contro tutti

La battuta più bella sullo strappo di Rutelli è apparsa sull'Unità. Più o meno questa: «Perché non ci hanno detto subito che la proposta del Piacione riguardava solo la quota proporzionale, il 25% dei voti? Ci saremmo risparmiati il 75% di vaff....». La battuta più vigorosa era invece quella di (Tex) Willer Bordon, capogruppo della Margherita al Senato, che, reduce da una seduta in palestra, si diceva rilassato dopo aver immaginato di usare Rutelli come punching ball. Rutelli, per ora, incassa e non reagisce. Deve essere ancora troppo debole per via della cicoria ingurgitata mentre tirava la carretta. Gli basta l'altolà della Quercia alle liste di simpatizzanti di Romano Prodi: un futuro leader, dicono in casa diessina, non può essere il rappresentante di una lista del 3 o 4%. È su questi umori del centrosinistra italiano che si abbatte la pesante sconfitta di Schröder. Quella vittoria elettorale alle politiche del 2006 che pareva a portata di mano è sempre più lontana.

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