La sinistra firma un manifesto anti-Veronesi

Appello al Cantiere dell’Unione contro la candidatura dell’oncologo: «Va escluso anche dalle primarie». Per la Cdl si fa avanti Tabacci

Sabrina Cottone

A sinistra c’è Vittorio Agnoletto che stoppa prima del via la candidatura di Veronesi, chiedendo che non partecipi neppure alla batteria delle primarie. Nel centrodestra Bruno Tabacci caldeggia le primarie e si lancia sia pure con garbo nella corsa per Palazzo Marino. An insiste sul suo uomo, il vicesindaco Riccardo De Corato. «Avrebbe la possibilità di vincere le primarie» dice Viviana Beccalossi all’indomani dell’investitura a De Corato arrivata da Ignazio la Russa.
Si voterà solo nel giugno 2006 ma in entrambi gli schieramenti c’è fretta di conoscere il nome del candidato. L’Udc chiede a Letizia Moratti di sciogliere in fretta la riserva, nell’Unione il diessino Antonio Panzeri e il segretario della Cgil, Giorgio Roilo, invitano a non perdere tempo. «Veronesi è un ottimo candidato, ma sarebbe bene che si conoscesse la sua decisione entro ottobre, per passare subito a discutere del programma e della squadra» dice Roilo. «I tempi sono maturi per una risposta del professore» la tesi di Panzeri.
Ma un appello al Cantiere dell’Unione contro la candidatura di Umberto Veronesi mette addirittura in dubbio il diritto del professore di partecipare alle primarie. «Non può essere un candidato del centrosinistra, neanche per le primarie. Le sue posizioni sono in contrapposizione con i principi comuni dell’Unione. La nostra è un’obiezione di coscienza» spiega Agnoletto, primo firmatario di un manifesto anti oncologo. «L’incompatibilità di Veronesi ci pare evidente» se si vuole combattere «trasversalità di poteri e compromissioni del mondo degli affari» recita la nota, che ha raccolto venti sottoscrizioni, tra cui quelle dei consiglieri comunali Basilio Rizzo, di Miracolo e Milano, e Giovanni Colombo, del gruppo dei Ds, di professori universitari e di esponenti delle associazioni. «Faremo girare ancora l’appello nel mondo dell’associazionismo e della società civile» annuncia Agnoletto. Le accuse sono circostanziate: «Veronesi è d’accordo con la privatizzazione della sanità», «ha sostenuto le controriforme di Formigoni», «apprezza l’operato del sindaco Albertini», «è per il nucleare e gli organismi geneticamente modificati». Infine la sua candidatura sarebbe un modo per spostare al centro la barra del centrosinistra. Conclusione: «Ecco dunque perché la candidatura Veronesi va discussa unitariamente nel Cantiere, e lì a nostro avviso respinta».
La voglia di primarie si fa sentire anche nel centrodestra. «Sono contrario alle candidature calate dall’alto, mi sembra che le primarie siano la strada maestra, soprattutto perché si deve eleggere direttamente il sindaco» è l’opinione di Tabacci, responsabile milanese dell’Udc. L’ex presidente della Regione lascia anche intendere che lui potrebbe essere uno dei candidati: «Non lo escludo». E il vice commissario cittadino, Pasquale Salvatore, va oltre: «È il nostro nome più popolare, conosciuto e spendibile». Salvatore, come Tabacci, è un fan delle primarie: «È bene se servono come scossone alle decisioni individuali». E chiede alla Moratti di decidere: «Più si va avanti e peggio è».