La sinistra ha scelto Al Bano

Forse la sinistra è quella che ha partecipato a questa esercitazione di festa democratica a sfondo rionale, un genere che piace molto agli agognatori del paese normale (paese in senso stretto, piccolo, semplice, partecipato) in cui sfilano tante belle personcine che da giovani assomigliano tutte a Ivan Scalfarotto e da anziane a come credono che sia Enzo Biagi. O forse no, forse la sinistra è quella che si è mossa come un sol pecorone per votare Prodi con antica disciplina: se è così, tre milioni di persone non sono neanche tanti. O forse la sinistra, quella che conta, è un’altra ancora: è quella descritta nel sito internet di un candidato alle primarie, uno deluso dal risultato: «L'unica via sarebbe il lavaggio del cervello ad almeno l'80 per cento dei votanti», «generazioni che vivono col telefonino nel cranio e parlano solo via sms, io gli toglierei il diritto di voto», «elettori di Mastella che sicuramente non sanno leggere, ma è stato uno choc scoprire che vanno a votare», «ma in un paese dove l'Isola dei famosi fa il 40 per cento, che cosa vi aspettate?». Forse ci aspettiamo che la sinistra comprenda che la gente, se fa schifo, fa schifo tutta: a sinistra e a destra. Sono tutti paesanotti, tutti che non leggono, tutti che meriterebbero il lavaggio del cervello e guardano l’Isola dei famosi. Saranno responsabili della sconfitta della sinistra o della sua vittoria. Domenica, probabilmente, sono rimasti a casa.