La sinistra invidia a Berlusconi tenacia e coraggio

Ruggero Guarini

Il maggior merito di Berlusconi è forse quello di aver indotto la nostra sinistra a rivelare la sua natura razzista. Il suo inestinguibile odio per lui è infatti una passione che non appartiene soltanto all’ordine ideologico e politico, intellettuale e morale, sociale e culturale. Il suo vero oggetto è piuttosto la stessa natura dell’uomo Berlusconi, il suo carattere, il tipo umano che egli rappresenta, insomma il suo stesso «essere». Dal che occorre dedurre che si tratta di una purissima forma di odio, nonché razzistico, squisitamente «ontologico».
Berlusconi, agli occhi degli uomini della nostra gauche, ha insomma il torto di incarnare perfettamente l’immagine, per loro intollerabile, dell’uomo fattivo e fortunato, felicemente votato al lavoro, alla creazione e al successo, e per ciò stesso capace di dimostrare, con la sua stessa storia personale, che nel nostro paese - nonostante tutti gli stratagemmi con cui la strapotente alleanza di tutte le forze illiberali scese in campo contro di lui (sinistra statalista, grande capitale assistito, toghe rosse, salotti intellettuali, mandrie di sfasciavetrine) non cessa di tentare di accopparlo - esistono ancora individui capaci di realizzare, col loro talento e la loro tenacia, qualcosa di utile e buono non soltanto per se stessi ma per l’intera collettività.
Nulla come questa immagine manda in bestia tutti i caporioni e i capetti della nostra gauche. I quali altro in fondo non sono che la più recente espressione di quella sublime filosofia della vita che alla fede nel fare e nel creare contrappongono quella del distruggere e del punire. Un ideale che non ha ancora trovato un referto preciso come questo celebre passo di Nietzsche: «Qui brulicano i vermi dei sentimenti di vendetta e di rancore (...) qui si va continuamente tessendo la rete della più maligna congiura contro i ben riusciti e i vittoriosi; qui l’aspetto stesso del vittorioso viene odiato (...) Rappresentare la giustizia, l’amore, la saggezza, la superiorità - è questa l’ambizione di questi infimi! “Noi soltanto siamo i buoni, i giusti - dicono costoro -, noi soltanto siamo gli uomini di buona volontà”. Si aggirano tra noi come rimproveri viventi... Quanta è la loro sete di diventare carnefici! Pullulano tra loro i bramosi di vendetta travestiti da giudici, che hanno sempre in bocca una bava avvelenata, sempre con una smorfia sulle labbra, sempre pronti a sputare su tutto quanto non ha l’aria scontenta e va di buon animo per la sua strada. Fra costoro non manca neppure quella nauseabonda genia di vanitosi, aborti di menzogna, che mirano a fare da “anime belle”, e a esibire sul mercato, avvolta in versi e in altri pannolini, la loro malconcia sensualità come purità di cuore: la genia degli onanisti morali».
Non si creda tuttavia che questo sublime ideale sia incompatibile con le più triviali convenienze materiali. Esso rispecchia invece fedelmente gli interessi pratici di tutti i segmenti del grande blocco sociale che si riconosce in questa sinistra invidiosa e furiosa, dai grandi industriali bramosi di nuove pubbliche sovvenzioni fino ai più oscuri sfasciavetrine mantenuti dallo stato in quelle fabbriche di sediziosi che sono i centri sociali. Che infatti hanno tutti in comune il programma, squisitamente parassitario, di campare a spese dei contribuenti.
guarini.r@virgilio.it