«Con la sinistra un’Italia di tasse e disoccupati»

Bernardo, candidato azzurro nel collegio Lombardia 3, attacca: «Mi chiedo come un cattolico possa votare per chi rinuncia a valori come la famiglia»

«Non siamo di fronte a un semplice voto, ma allo scontro tra due Italie, tra due visioni del mondo. E gli elettori è bene che ricordino quanto il destino di tutti noi cambierà dopo la vittoria dell’una o dell’altra». Maurizio Bernardo, assessore regionale e ora candidato alla Camera nel collegio Lombardia 3 dietro solo al premier Silvio Berlusconi e al vice Giulio Tremonti, è convinto che mai come questa volta una croce sull’una o sull’altra coalizione cambierà il futuro degli italiani.
Assessore Bernardo, non le sembra di usare toni apocalittici?
«Assolutamente no. Mai come questa volta in gioco ci sono state visioni della politica e della vita tanto opposte».
Spieghi.
«Da politico, ma soprattutto da cattolico, dico che bisogna dare un voto contro l’Italia della sinistra, fatta di Pacs, tasse e giovani disoccupati».
Pacs e tasse potrà anche essere vero, ma perché giovani disoccupati?
«Perché Prodi e i suoi, al lavoro flessibile voluto dal centrodestra e dalla legge Biagi, preferiscono la disoccupazione».
Dall’altra parte?
«Noi siamo una formazione moderna, ma radicata nei valori antichi. Antichi e imprescindibili. La famiglia, l’educazione, il dono della vita, il lavoro. E poi no alle tasse. La sinistra attacca il risparmio e il diritto di donare ai figli come se fosse il demonio».
Coi valori cosa c’entrano le tasse?
«È il valore della famiglia. La casa, i risparmi si mettono via per i figli. Magari una seconda casa per quando si sposano. E, invece, nelle regioni rosse sono già pronti i testi di legge per espropriare le abitazioni in favore degli extracomunitari».
Che fa, lancia l’allarme?
«Sì, come per le proposte già arrivate in commissione nelle regioni rosse per favorire i Pacs e le coppie omosessuali. Per noi l’unico matrimonio possibile è quello tra uomo e donna. Non possiamo lasciare l’Italia in mano ai comunisti che condizioneranno le scelte del Paese facendolo tornare indietro».
Apocalisse?
«Se vincono non torniamo agli anni bui, ma agli anni rossi. Come in Russia. Di una volta, però, perché oggi anche lì hanno dovuto riconoscere il valore e l’importanza dell’impresa. Berlusconi ha già governato e mostrato di sapere di cosa abbia bisogno la gente. La sinistra retrograda, invece, vorrebbe affidare la felicità di noi tutti allo Stato».
Un appello finale?
«Mi chiedo come un cattolico possa votare per una sinistra che rinuncia ai valori. Magari abbagliato da poche figure che saranno presto messe all’angolo».