A sinistra l’isteria viaggia in scuolabus

L’apartheid all’amatriciana infiamma la sinistra capitolina, una volta ancora alle prese con le sue ambiguità e le sue ipocrisie. Il caso è quello della mozione approvata venerdì in VII municipio con i voti di Rifondazione, Sd e Cdl per separare il trasporto scolastico dei bambini rom da quello degli altri alunni. Una decisione che fa gridare alla «segregazione» la sinistra in coro e che ha avuto già un primo risultato: le dimissioni del consigliere comunista in VII municipio Lucio Conte, «colpevole» di avere presentato la mozione poi passata, richieste a gran voce dal segretario di Prc, il deputato. Massimiliano Smeriglio.
Ma le distanze dal pasticcio dello scuolabus le ha prese ieri anche il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Pino Battaglia, che invita i vertici locali dei due partiti «a salire meno in cattedra per dare lezioni di democrazia e civiltà, a imparare a guardare anche in casa propria, e a riflettere». Naturalmente sulla questione è intervenuto anche il sindaco Walter Veltroni, che ha sentito di doverci ricordare che «i bambini sono tutti uguali». Da registrare anche la condanna del consigliere regionale del Pd, Alessio D’Amato, che parla di «decisione che contrasta con i principi costituzionali», e la difesa di Conte da parte di Roberto Mastrantonio, presidente del VII municipio («è sempre stato in prima linea nelle battaglie di integrazione»). E se Adriana Spera, capogruppo Prc in Campidoglio, invita il Pd a non strumentalizzare l’episodio, il consigliere del VII Rocco Bruno, capogruppo di Sd, svela un importante retroscena: «La mozione era stata discussa alla riunione dei capigruppo della maggioranza. L’atto è stato discusso, ricostruito, spogliato e poi portato in Consiglio municipale. Lo stesso capogruppo del Pd, Cesare Marinucci, non ha avuto nulla da ridire, altrimenti ne avremmo discusso e, nel caso, non se ne sarebbe fatto nulla. Una volta giunti alla votazione il Pd ha annunciato che non lo avrebbe votato».
Nello psicodramma della sinistra c’è il rischio di perdere di vista il vero nocciolo del problema. Che sono bambini italiani minacciati e spaventati e famiglie esasperate. «Quello che succede negli scuolabus del 171° circolo - ricorda Marco Marsilio, capogruppo di An in consiglio comunale - è molto semplice: da mesi i bambini vengono aggrediti, malmenati, minacciati dai loro compagni di origine rom. A nulla è servito moltiplicare da uno a tre gli assistenti sociali sui pulmini (sono stati aggrediti anche loro). I bambini Rom, cresciuti nella strada e già in molti casi vittime a loro volta di abusi e violenze, manifestano comportamenti aggressivi e prepotenti, e i genitori dei bambini che ne subiscono le conseguenze non ne possono più».