LA SINISTRA LAGER CHE DICE NO AI CPT

Istruzioni per l’uso. Questo è il primo di tre brevi articoli fotocopia uno dell’altro dove si racconta della sinistra ligure e di un’altra sinistra. La sinistra ligure - guidata da una persona seria e aliena dalla facile demagogia come Claudio Burlando - difende con forza la scelta di dire no ai Cpt, i centri di permanenza temporanea per immigrati. La sinistra ligure diventa la «sinistra lager» nel senso che definisce così, quasi per riflesso condizionato, i Cpt. «Sono dei lager» ripetono, come in un ritornello di un disco rotto.
Offendendo la verità, offendendo le esigenze di sicurezza e offendendo anche due diessini illustri e seri come Giorgio Napolitano e Livia Turco, firmatari della legge che li ha istituiti. Offendendo la posizione del leader diessino Piero Fassino, di cui Burlando è fedelissimo scudiero: «Sarebbe sbagliato chiudere i Cpt, che sono una delle condizioni per far parte della libera circolazione sancita dal trattato di Schengen. Chiudendoli commetteremmo un errore per noi e per l’Europa; bisogna piuttosto pensare a renderli più civili ed efficaci come struttura di contrasto all’immigrazione clandestina».
E offendendo anche la posizione del leader della Margherita Francesco Rutelli, di cui il viceBurlando Massimiliano Costa è fedelissimo scudiero: «I Cpt per gli immigrati illegali vanno piuttosto rafforzati perchè sono un filtro irrinunciabile. Certo, vanno rispettati gli standard di civiltà. Ma chi sostiene la chiusura rischia di trasformare l’Italia in un porto franco dei trafficanti di persone umane».
C’è poco da aggiungere. Ha già detto tutto, benissimo, Francesco Rutelli. Ha già parlato con cognizione di causa Piero Fassino. Hanno già messo nero su bianco una buona legge, sulla Gazzetta Ufficiale, Livia Turco e Giorgio Napolitano.
Perchè Claudio Burlando - che abbiamo combattuto, combattiamo e combatteremo, ma che stimiamo per l’onestà intellettuale - non sta con loro? Attendiamo risposte.