La sinistra per una maiuscola nega l’aiuto agli alluvionati

Milano«Popolo Veneto» è leghista, «popolo veneto» sarebbe stato più di sinistra. Su «Popolo veneto» si poteva registrare una convergenza parallela. Poi il Pd ha proposto la solita terza via: «popolazione veneta». E alla fine ha strappato: sui principi non si tratta.
Avete presente il sesso degli angeli? La discussione potrebbe occupare per secoli interi le menti più raffinate. Il Consiglio regionale della Lombardia ha passato invece una bella fetta della seduta di ieri a discutere di lettere maiuscole e minuscole. Il problema è che la mozione su cui l’opposizione si è irrigidita era sugli aiuti al Veneto (e qui la maiuscola avrebbe l’unanimità) alluvionato. Un documento, presentato dalla Lega, che impegna la giunta ad aumentare gli organici della colonna lombarda già all’opera nelle zone colpite. Che chiede di sensibilizzare e che - soprattutto - impegna l’amministrazione regionale a stanziare un contributo economico per la regione vicina. Cose importanti, insomma, e pure una bella prova di solidarietà. Anche il presidente del Consiglio regionale Davide Boni ha chiesto ai consiglieri di poter trattenere la diaria della seduta per devolverla al Veneto.
Alla fine il Consiglio regionale la mozione l’ha approvata, con i soli voti della maggioranza, e le opposizioni hanno tuonato: «La Lega usa la calamità naturale per fare propaganda», ha attaccato l’ex presidente della Provincia di Milano (e braccio destro del segretario del Pd Pier Luigi Bersani) Filippo Penati. Il collega Fabio Pizzul ha bollato il tutto come una «forzatura istituzionale» e l’Italia dei Valori con Gabriele Sola ha sottolineato la «strumentalizzazione in salsa padana».
Intendiamoci, la questione maiuscole-minuscole è tutt’altro che pacifica. Ci sono scrittori e giornalisti capaci di togliersi il saluto per una correzione. E come per i gusti, è meglio non disputare e ognuno si fa le sue regole. Su alcune di queste, d’altra parte, la grammatica parla chiaro. Un correttore severo, forse, avrebbe bacchettato l’estensore e primo firmatario della mozione, il bresciano Alessandro Marelli, 37 anni e militante leghista da 20. Anche perché la sua non è stata una svista, ma una scelta precisa: «Popolo Veneto» è maiuscolo fin dall’oggetto, mentre il povero «stato italiano» è scritto così, basso basso. Diciamo pure che ha voluto abbondare (anche con «l’indole Padana»). Anzi lo dice lui stesso: «Era un modo per sottolineare la nostra iniziativa, la nostra vicinanza a chi è stato così duramente colpito», spiega. «Sono davvero rammaricato - ha commentato dopo -. Mi sembra triste e fuori luogo che mentre c’è chi affonda le mani nel fango per recuperare i propri beni alcuni politicanti del Consiglio regionale lombardo polemizzino sulla pelle di queste persone». «Io - ha raccontato - sono andato in Veneto a incontrare le popolazioni colpite. Purtroppo - ha aggiunto - questa tragedia di proporzioni bibliche non ha avuto l’attenzione che avrebbe meritato». Al culmine della discussione Penati ha proposto il compromesso su «popolazione veneta», poi la minoranza ha chiesto il voto segreto (concesso), e infine la votazione per punti del testo. La maggioranza ha capito che era meglio tagliar corto: «Dopo due ore - racconta Marelli - abbiamo deciso di non perdere altro tempo e la mozione per fortuna ha avuto esito positivo». Alla fine i sì sono stati 37 e i no 25. «Ma che figuraccia», allarga le braccia Marelli. «Meno parole più soldi», liquida il tutto Boni.