Per la sinistra moralista ora la Arcuri è un'eroina

&quot;La nostra piccola Anna Magnani&quot; la definisce <em>Repubblica. </em>Perché avrebbe detto no a Berlusconi. Ma la sinistra ancora una volta si contraddice

Ci vuole poco a diventare icona della sinistra puritana, casta e moralista. Basta aver detto "no" al Cavaliere. Almeno una volta. Basta questo per dimenticare tutto il resto, tutto il passato e tutto quello che stonava con il modo di pensare e di comportarsi della sinistra. Con Manuela Arcuri è successo questo. Lei, soubrette dell'esibizionismo televisivo, immagine nuda o poco vestita tappezzata sulle pareti di milioni di italiani, protagonista di una serie di fiction del Biscione che diventa in un battibaleno la "nostra piccola Anna Magnani, la Mamma Roma". Così l'ha definita Francesco Merlo in un articolo su Repubblica dal titolo Il codice segreto della maleficenza. Perché "Manuela testimonia che nell'Italia sporcacciona di Berlusconi si può essere avvenenti per stile e non per soldi, sexy ma senza vendersi".

E' bastato il testo di una intercettazione dell'imprenditore Tarantini e le dichiarazioni degli inquirenti per spogliare la Arcuri da ogni "peccato pregresso". E per far cadere tutte quelle aprioristiche convinzioni che regolano il pensiero della sinistra, sia mediatica sia politica. Secondo gli investigatori, il 10 dicembre 2008 Tarantini avrebbe "compiuto atti idonei diretti in modo non equivoco a indurre Manuela Arcuri a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi, promettendole che lo stesso l'avrebbe favorita per la conduzione del Festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il proprio proposito a causa del rifiuto opposto dalla stessa".

Standing ovation per la Arcuri. Il web e la sinistra la innalzano a eroina, a donna piena di dignità. C'è chi la vuole addirittura candidata premier del centro sinistra e chi santa subito. Ma c'è un'altra intercettazioni che invece non è stata presa nella stessa considerazione della prima. Per una semplice ragione: non contiene nessun diniego. Anzi, metterebbe in risalto un dettaglio che non si confà alla teoria dell'idolatria arcuriana. Il 25 gennaio e l'11 febbraio 2009, Tarantini e Francesca Lana (amica della Arcuri), secondo i giudici, "avrebbero compiuto atti idonei e diretti in modo non equivoco a indurre Manuela Arcuri a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi propspettandole la possibilità di un personale interessamento di quest'ultimo, sollecitato dalla stessa Arcuri, per consentire la partecipazione del fratello Sergio a una trasmissione televisiva, non riuscendo a portare a termine i loro propositi per ragioni indipendenti dalla loro volontà".

Il dettaglio è: "sollecitato dalla stessa Arcuri". Insomma, se bisogna per forza scendere nel campo dello spionaggio dal buco della serratura e dell'origliamento continuo, almeno si cerchi di non omettere altri particolari. Ma su questa presunta richiesta di raccomandazione della Arcuri i suoi estemporanei sostenitori tacciono. Eppure le logiche della spintarella, della raccomandazione, delle frequentazioni sbagliate e delle cene di Arcore sono le cose che loro vorrebbero combattere.

Cene delle quali la stessa Arcuri aveva parlato al Giornale il 2 luglio del 2009: "Dal presidente Berlusconi sono stata un paio di volte. Ero stata invitata e accettare gli inviti, oltre che un grande piacere, mi è sembrato anche un gesto di rispetto e di carineria verso una persona che ammiro e rispetto. Alle cene cui ho partecipato io c'erano una ventina di persone, tra cui Tarantini, che mi sono sembrate tutte assolutamente per bene. Il presidente è stato simpatico, ha raccontato barzellette, ha cantato e si è comportato con la solita socievolezza. La prima volta c’erano Paolo Berlusconi, due parlamentari di Forza Italia, degli imprenditori con le rispettive mogli e Fabrizio Del Noce. C’era anche Giampaolo Tarantini. Comunque all’una al massimo è tutto finito".

Ma dai moralisti della sinistra nessun accenno a tutto ciò. La Arcuri sembra avere conquistato anche l'apprezzamento delle femministe più accanite, quelle che dicono di combattere e che criticano aspramente l'uso del corpo della donna, le comparsate nei programmi e nelle fiction della televisione commerciale di Mediaset, i calendari consumistici ed erotici nella case degli italiani. E dimenticano però che sono proprio queste cose che hanno fatto della Arcuri "la nostra piccola Anna Magnani".